Ieri si è tenuta la giornata sugli Stati Generali della Cultura in Italia organizzata dal Sole 24 Ore, ormai arrivata al quarto appuntamento. Una mattinata di confronto tra esperti del settore, Istituzioni, giornalisti e grandi mecenati. Il refrain? “Investire in cultura”. Gli interventi sono stati introdotti da Sebastiano Barisoni, di Radio 24, e i primi ospiti a parlare due dei nuovi direttori che sono stati nominati la scorsa estate, James Bradburne, Pinacoteca di Brera (Milano) e Flaminia Santori, Gallerie Nazionali d’Arte Antica (Roma), oltre al presidente della Fondazione MAXXI Giovanna Melandri, che ha illustrato i recenti cambiamenti che porteranno il museo ad ampliare la propria collezione, monsignor Paolo Nicolini dei Musei Vaticani, e Gabriella Belli, dei Musei Civici di Venezia.
Un punto d’accordo? Sicuramente la nuova riforma del ministro Franceschini e l’ART BONUS, anche nella versione tanto discussa dei Poli Museuali Regionali di questi giorni, che dovranno avere uno statuto autonomo, il proprio consiglio di amministrazione e un proprio bilancio. Questo oltre a facilitare l’autonomia gestionale di ciascun museo avvierà un trend positivo volto ad attrarre nuovi investitori, innescando finalmente un sistema meritocratico all’interno di ciascuna istituzione.
Sulle connessioni pubblico-privato si apre l’idea di Bradburne, che invita a far partecipare gli stakeholder privati nei consigli di amministrazione al fine di avviare un nuovo modello di governance illuminata, mentre Flaminia Gennari Santori, forte dell’esperienza di gestione nei musei americani, ha focalizzato l’attenzione sul cambio che dovrà avvenire all’interno di ogni organizzazione museale puntando a valorizzare le risorse esistenti e a far emergere le nuove leve, premiando la ricerca e la formazione.
E non possono mancare, in questo campo, i mecenati che hanno permesso il restauro e la valorizzazione di importanti monumenti ed istituzioni tra i quali Diego della Valle, Ferruccio Ferragamo e Renzo Rosso, anche se per certi versi è il caso di domandarsi dov’è il confine tra mecenatismo e puro marketing.
Altro grande tema a lungo dibattuto è l’Istruzione. Per fare cultura si deve investire nella formazione delle future generazioni. Il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini ha affermato che c’è e ci sarà un’azione condivisa di governo con il ministro Franceschini, per un’alternanza sempre maggiore tra cultura e scuola, che intervenga soprattutto sul territorio e i monumenti del paese, avviando i giovani a diventare i custodi del nostro patrimonio.
Il maestro e pedagogo Franco Lorenzoni, attraverso il racconto della sua esperienza quotidiana sul campo, ha mostrato come con poche risorse si costruisce una “buona scuola”. Da quando insegna ha cercato sempre di dar voce ai suoi studenti, è infatti “attraverso un incontro vivo con l’arte, la natura, il teatro che i bambini riescono a dare forma al mondo, toccando e ponendosi domande su tutto”. In quest’ottica Lorenzoni lanciò un appello dalle pagine del domenicale del Sole 24 Ore, accolto da Renzo Piano, per progettare una scuola sostenibile.
In fondo, dopo l’intervento di Emmanuele Emanuele, Presidente di Fondazione Roma che ha invece ribadito la difficoltà di far convivere il pubblico con il privato, il Ministro Franceschini chiude i lavori, richiamando l’importanza del patrimonio culturale quale risorsa economica fondamentale per l’Italia.
La collaborazione attiva tra il turismo e il Ministero dei Beni Culturali forse diventa dunque la speranza per il futuro, come in effetti si dice da parecchio. (Benedetta Carpi De Resmini)