17 maggio 2013

Phillips e le quattro “Marilyn” da 38 milioni. Ottima chiusura per il contemporaneo a New York, con “Pop Art” in testa

 

di

ANDY WARHOL, Four Marilyns, 1962, acrylic, silkscreen ink, pencil on linen, 73.7 x 54.6 cm, courtesy Phillips
Tra gli highlights battuti ieri sera da Phillips, a New York, nella serata che chiude ufficialmente la rovente art week della primavera 2013, ci sono grandi padri, e figli, della Pop Art. Sono infatti Warhol, Lichtenstein, Basquiat, Jeff Koons e Christopher Wool i top-lot della casa d’aste, che mette una bandierina da record proprio con Warhol e le sue Four Marilyns, serigrafia del 1962 non troppo grande (73.7 x 54.6 centimetri) venduto per qualcosa come 38,2 milioni di dollari. In realtà, poi, tutte le altre cifre sono piuttosto basse, rispetto al grande Warhol, ma non meno indicative di un terzo successo: Still Life di Lichtenstein, 1972, è stato venduto per 4 milioni di dollari, mentre il Concetto spaziale, Attese, di Lucio Fontana, un bellissimo 4 tagli su tela nera del 1961, supera la stima in alta di 1,2 milioni, uscendo dalla sala a 1,5; di Basquiat Untitled, 1981, raggiunge i 4 milioni, ma è ancora con una infilata di Marilyn che bisogna superare le stime alte: Marilyn Monroe (Marilyn), 1967, ancora di Warhol, portfolio in dieci esemplari di 91.4 x 91.4 centimetri, duecentonona edizione su 250 edita dalla stamperia della Factory va a 2,04 milioni, su una stima massima di 1,8. Non si vende Damien Hirst, Sulbenicilina Disódica, spot painting del 2007 e nemmeno un Mobile di Calder The White Face, del 1969. E anche su Untitled (Soap), 1983-84, di nuovo di Basquiat e una stima che si aggirava tra i 5 e i 7 milioni di dollari, resta il silenzio. Luci, e qualche ombra, di una settimana che, tutto sommato, sotto il profilo delle aste, è stata più che positiva. Strizzando l’occhio alla grande Christie’s…da record!

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