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Physique du Rôle, ovvero come il teatro incontra l’arte contemporanea e il design. All’I di Milano, partendo da Sophie Calle e arrivando alla Poltrona Frau

di - 19 Aprile 2012
Tre giorni di spettacolo al Teatro I di Milano, dalle parti della caldissima zona del design di Porta Genova, che riflette sul fisico del ruolo nella sua doppia variante: da un lato il fisico per il ruolo, in ambito teatrale, cinematografico, musicale e politico significa semplicemente “essere credibili per ciò che si rappresenta”, mentre dall’altro il physique du rôle è l’aspetto fisico adeguato alla parte che un attore deve sostenere.
A partire da questo dualismo Nicola Russo, giovanissimo e talentuoso regista, con la sua compagnia Monstera, presenta uno spettacolo, Physique du Rôle appunto, che si ispira all’opera di Sophie Calle, Hervé Guibert, Catherine Millet e Dino Buzzati, mischiando insieme tre situazioni in cui gli attori sono tre personaggi messi a nudo attraverso un “corpo sbagliato”, non idoneo al loro ruolo. Il testo dello spettacolo parla di un cameriere di albergo che spia il contenuto delle stanze e gli effetti personali dei clienti senza mai vederli, ricostruendo quindi una loro possibile storia e una loro possibile identità solo attraverso degli indizi. Vi ricorda qualcuno? Esatto, proprio La Suite Vénitienne dell’artista francese, quando si fece assumere come cameriera al piano per qualche mese nel 1980. E oltre al fil rouge di Sophie Calle i tre attori, che poi si riveleranno idonei al fisico del ruolo da rappresentare, seguiranno la drammaturgia ispirata a tre romanzi: Un amore di Dino Buzzati, I miei genitori di Hervé Guibert, tra l’altro amico della stessa Sophie Calle, e La vita sessuale di Catherine M. di Catherine Millet. Ambientato in tre stanze d’albergo, non poteva mancare il design visto che siamo nella settimana più calda di Milano. Scenografie arricchite con gli oggetti e i complementi d’arredo di Fornasetti Reinvenzioni, Matali Crasset e Poltrona Frau Archives. Forse si scoprirà che gli unici ad avere il physique du rôle “giusto”, in questo caso sono proprio gli oggetti dei designer, che sottolineano in ogni stanza l’emozione perfetta per il racconto.

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