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Pietro Paolo Rubens a Milano. Anteprima della mostra a Palazzo Reale, con prestiti illustri e a la compagnia di Guido Reni, Bernini e Lorenzo Giordano

di - 25 Ottobre 2016
Dopo il successo di pubblico dello scorso anno avuto a Palazzo Marino con l’anteprima dell’Adorazione dei pastori concessa dal Museo Civico di Fermo, Palazzo Reale apre la propria stagione autunnale con una grande retrospettiva che vede protagonista un grande maestro del Barocco: Rubens.
L’evento espositivo sarà aperto da domani fino a Febbraio 2017. “Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco”, a cura di Anna Lo Bianco con il supporto di un importante comitato scientifico internazionale composto da Eloisa Dodero, David Jaffé, Johann Kraeftner, Cecilia Paolini e Alejandro Vergara, nasce e si sviluppa in un modo differente rispetto alle mostre dedicate al grande nome. Infatti lo si vuole sradicare dalla generica categoria dei fiamminghi, per collocarlo piuttosto come eccellenza pittorica straniera. Per farlo, si pone l’accento sulle importanti convergenze e sui contatti avuti con l’Italia, ricordando in particolare il soggiorno nel bel paese avuto durante il primo decennio del ‘600. L’Italia diventa così fondamentale per Rubens e viceversa: è a lui che dobbiamo i primi – meravigliosi, morbidi e fastosi – segni della diffusione del fenomeno del Barocco, caratterizzato dal suo inconfondibile tratto pittorico.
Lungo tutto il percorso espositivo vediamo il fiammingo mettersi a confronto sia con l’arte antica e con la statuaria classica, sia con grandi nomi del Rinascimento, in particolare col veneto Tintoretto – dal quale apprende la maestranza del colore – e con l’emiliano Correggio – dal quale si ispira per l’uso fluido e maestoso delle figure umane. L’esposizione si fa portatrice di una visione allargata, coinvolgendo anche opere di altri artisti italiani del tempo, come Gian Lorenzo Bernini, Luca Giordano e Guido Reni. Un percorso dunque interessante, che passa per la Storia dell’arte del nostro paese, attraverso alcuni soggetti pittorici con cui il pittore si confronta in vita, passando per le città di Genova, Mantova, Venezia e soprattutto Roma. La mostra è così divisa in alcune aree tematiche: “Nel mondo di Rubens”, “Santi come eroi”, “La furia del pennello” e “La forza del mito”. Vediamo davanti ai nostri occhi un corpus di oltre 70 opere, di cui 40 del grande maestro fiammingo, riunito grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle del Museo Nazionale del Prado, dell’Hermitage di San Pietroburgo, della Gemäldegalerie di Berlino e del Principe del Liechtenstein, e a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, la Galleria di Palazzo Spinola di Genova, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Un’occasione da non perdere! (Micol Balaban)

Home page: Peter Paul Rubens, Ganimede e l’Aquila, 1611-1612, Olio su tela, 203×203 cm. Vienna, Palais Schwarzenberg (in prestito presso Liechtenstein, The Princely Collection)

Sopra: Pietro Paolo Rubens, La scoperta di Erittonio fanciullo, 1615 – 1616, Olio su Tela, 243,5 x 345,5 cm. Vienna, Palazzo Liechtenstein – The Princely Collections

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