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Polemiche sulla mostra di Abramovic a Palazzo Strozzi. Ci risponde il direttore Arturo Galansino

di - 7 Settembre 2018
Sulla questione sollevata da Linkiesta, in merito alla situazione contrattuale degli artisti coinvolti per “The Cleaner”, la mostra di Marina Abramović che aprirà a Palazzo Strozzi il prossimo 21 settembre, è intervenuto Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. «Provo dispiacere per questa vicenda, ricostruita a mezzo di notizie parziali e non confermate», ha detto Galansino, ripercorrendo con noi l’intera vicenda.
Nell’ambito della mostra, che racconterà l’intero percorso di Abramović, dagli anni ’60 a oggi, e che sarà scandita da oltre cento opere, tra video, fotografie e installazioni, è previsto anche un calendario delle sue performance più iconiche, rimesse in atto da performer selezionati a seguito di una call internazionale, alla quale hanno risposto più di 150 persone. «I provini si sono svolti a fine luglio e sono durati tre giorni. I nomi dei 34 artisti selezionati – nell’articolo di Linkiesta si riportava il numero inesatto di 35 – sono stati comunicati circa un mese dopo, tempo da imputare alle varie fasi di organizzazione di una mostra e al procedimento di selezione effettuato dallo studio di Marina Abramović. Un’indicazione delle condizioni economiche era stata comunicata a quanti ne avevano fatto richiesta».
Linkiesta paventava anche la possibilità di un’ulteriore selezione dell’ultima ora, per far fronte ad alcune onerose modifiche delle condizioni contrattuali, conseguenti ad alcune comunicazioni intercorse tra la Fondazione e gli artisti. «Questo era un rischio possibile – ha continuato Galansino – visto che abbiamo migliorato la proposta iniziale, arrivando a una somma superiore al minimo previsto dal contratto nazionale applicato e previsto un rimborso spese per andare incontro alle diverse esigenze. Alla fine, però, sono stati confermati tutti i 34 selezionati, che in questi giorni saranno accolti al training di preparazione al metodo Abramović e che lavoreranno alla mostra, il cui calendario di performance sarà comunicato al più presto».
Alcune di queste sono particolarmente impegnative ma il Direttore della Fondazione Strozzi ha assicurato che «Seguiremo ritmi rispettosi della difficoltà dei lavori, con turni di alcuni giorni alla settimana e alcune ore al giorno, a seconda del tipo di performance, ma su questo non posso essere preciso perché sono scelte che dipendono dallo studio di Abramović». Galansino ha anche precisato che il pagamento per Cleaning The Mirror non ammonta a 72 euro lordi, come riportato da Linkiesta, ma a 100.
«Quello che posso dire è che, prima di proporre condizioni contrattuali, ci siamo informati presso istituzioni che avevano svolto in precedenza attività simili e il corrispettivo finale, comunicato allo studio di Marina Abramović, è risultato congruo. Posso assicurare che abbiamo cercato di fare il massimo per tutti coloro che hanno scelto di partecipare a questa esperienza unica».

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