Arriva dal Regno Unito, ma è un monito per tutti i politici di tutti i governi del mondo. Si tratta di un invito ad agire tempestivamente, eticamente, e con soluzioni a lungo termine, per quel che riguarda il problema dell’esodo dei rifugiati, in fuga verso l’Europa. I firmatari di questo appello? Sono dozzine, e portano i nomi di Anish Kapoor, Jude Law, Richard Rogers, Vivienne Westwood, Antony Gormley, Brian Eno, David Chipperfield, Eric Clapton, Gary Hume, Jenny Saville, Mona Hatoum, Peter Gabriel, Tacita Dean, Vanessa Redgrave, solo per dirne alcuni, ma l’elenco è lunghissimo e pieno di altre celebrità dell’arte, della moda, del cinema, della musica.
Ecco cosa recita la missiva: “Noi, come molti dei nostri concittadini, siamo stati profondamente commossi dalle scene di sofferenza che si sono viste da Kos a Budapest, da Lampedusa a Calais, e che hanno mostrato famiglie disperate in cerca di rifugio in Europa. Vogliamo accogliere i rifugiati nel nostro Paese. Il popolo britannico sta facendo sentire la sua voce ed è pronta a svolgere un ruolo di primo piano nell’aiutare le persone a ricostruire qui le loro vite. Abbiamo la responsabilità morale di offrire rifugio a persone in fuga da guerre e persecuzioni; una responsabilità che dovrebbe essere condivisa con i nostri vicini europei e non semplicemente sulle spalle da parte dei Paesi più vicini alle aree del conflitto. La storia ha dimostrato che la Gran Bretagna può muoversi rapidamente in tempi di emergenza globale. Durante la prima guerra mondiale il paese ha accolto mezzo milione di profughi belgi in alcuni giorni. Nel 2015, la nostra risposta all’esodo dei rifugiati più grande d’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale deve corrispondere alla scala del bisogno. Noi crediamo che il governo britannico possa fare di meglio. A nome dei rifugiati chiediamo che il governo inglese si sveglio sull’urgenza della crisi attuale e si metta a lavorare con gli altri governi europei per offrire aiuto umanitario immediato e soluzioni a lungo termine per il reinsediamento dei rifugiati”. Forte e chiaro. Qualcuno starà a sentire?