Il tema di quest’anno, come vi abbiamo raccontato in una speednews qualche giorno fa, era “La Materia”. Stonefly, la celebre ditta di calzature per il quarto anno consecutivo ha rinnovato la sua collaborazione con la veneziana Bevilacqua La Masa, chiedendo ai giovani in residenza un progetto che avesse nel binomio arte-impresa, quest’annio, anche un approccio dove «Un materiale può significare solo la materia necessaria per compiere o realizzare un certo lavoro, oppure l’insieme degli strumenti per lo svolgimento di una determinata attività» scrive Marco Tagliafierro, curatore della mostra dedicata ai progetti del contest, che sarà visibile fino al prossimo 10 novembre a Palazzetto Tito. «La collaborazione tra un gruppo di artisti e un’azienda può risultare proficua se intesa come azione volta all’esplicitazione delle proprietà latenti della materia oltre la disponibilità del materiale. Del resto, l’azione dell’artista, originariamente, riuniva tutte le attività umane frutto di ingegno e di abilità manuale e tecnica rivolta alla materia» continua Tagliafierro. Una “materia” che i giovani artisti in residenza hanno potuto anche “sperimentare” attraverso un tour guidato nell’azienda trevigiana, che ha sostenuto il programma di formazione della BLM. Con un lavoro che racconta della contemporaneità attraverso le mode giovanili e si inserisce lateralmente nella storia delle “correzioni” anatomiche, Corinne Mazzoli si è aggiudicata il primo premio.
Tutorial #1 è il titolo “dell’accessorio ideale per ottenere un perfetto “Thigh Gap”, lo spazio tra le cosce tanto ambito dalle teenagers di oggi, in quanto consente un lavoro completo di modellazione delle gambe”.
Rivisitazione dell’ “addrizza gambe” di Daniel Gottlieb Moritz Schreber, celebre ortopedico dell’800 e realizzato in pelle nello stabilimento Stonefly di Montebelluna, il lavoro è stato scelto «per la capacità di coniugare le dinamiche effimire del web e le mode giovanili che diffonde, con la realizzazione di oggetti tecnicamente e concettualmente complessi collaborando con le maestranze di Stonefly».
E anche Thomas Braida, classe 1982, si è aggiudicato una menzione d’onore «Per la particolare fantasia apocalittica e l’inedita interpretazione del materiale “pelle”» nel suo lavoro.
«Il luogo di tutte le trasformazioni, di tutte le similitudini, un partner che risponde con segni suoi. La materia è la struttura dell’immaginario, si attiva forme e si evolve in immagini. La materia è uno strumento rivelatore di spazialità!» scrive Tagliafierro. Lo stesso spazio dove un’azienda e la creatività possono incontrarsi con risultati inconsueti.