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Si continua a non voler capire che a Torino c'è un evento camuffato da fiera...
Non si vuol capire che il sistema ha goduto di una bolla speculativa (opere gonfiate arbitrariamente, direi caso P-ART-MALAT) e oggi non riesce più a fregare i collezionisti facendo leva solo su i soliti curriculum vitae (luoghi e relazioni). Bisogna creare nuovi format dove "argomentare" e "motivare" il Valore delle opere.
L'arte è l'unico settore per ricchi che in tempo di crisi va in crisi: perchè non diminuisce il mercato delle auto di lusso??? I benestanti-ricchi non credono più nell'arte perchè sono stati presi per i fondelli da almeno 10-15 anni. E non sto dicendo che il mercato è un male o che cattelan non vale nulla (tutt'altro): sto dicendo che il mercato è importante e va vissuto in modo efficace.
Non è l'arte ma un certo mondo dell'arte ad andare in crisi. I ricchi ci sono sempre e investono ancor di più in arte, certamente non in quella gonfiata, anche perchè bisogna dire che il parassitismo è enorme in un mercato che ormai fa girare un'economia immensa. L'arte rimane sempre uno dei più grandi mercati d'investimento e speculazione che ci siano al mondo. I ricchi che comprano fanno solo più attenzione ai nomi. La realtà è che è il mondo dell'arte (soprattutto quello italiano) è anche uno dei mercati neri più importanti e la legalità non aiuta un sistema completamente corrotto. Come dare un'aspirina ad un eroinomane. Fa ridere pensare ad accorpamenti fieristici quando manca completamente una legislazione doganale e fiscale più pratica che permetta uno scambio più razionale e sensato dell'arte che di certo aiuterebbe tutti, ricchi e meno ricchi e soprattutto chi l'arte la fa e la promuove. La signora Evangelisti potrebbe promuovere un dibattito sul tema senza troppa fatica, visto che a Bologna si concentrano diversi interessi anche "occulti" del mondo dell'arte.