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Qualcuno scivolò nelle Pozzanghere di Pino Pascali. A Bari, l’opera danneggiata da una turista

di - 27 Ottobre 2017
Non solo la Fontana di Trevi tinta di rosso: arriva la notizia di un altro bene culturale danneggiato, stavolta dentro un museo. Si tratta dei Nove metri quadrati di pozzanghere di Pino Pascali, l’opera del 1967, conservata alla Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”, che ha riportato un danno nel corso dell’inaugurazione della mostra “Sandro Chia e i guerrieri di Xi’an”.
Francesca Pietroforte, consigliera della Città metropolitana di Bari delegata ai Beni culturali, riferisce l’episodio sul suo profilo Facebook, spiegando che «durante la serata inaugurale della mostra dedicata a Sandro Chia un piccolo incidente ha lievemente danneggiato l’opera di Pino Pascali. Nella confusione, dovuta alla presenza di numerosissimi visitatori – circa 400 persone nel museo metropolitano – una giovane turista è inciampata procurando un danno quasi impercettibile a cui la nostra direttrice Clara Gelao ha già provveduto a porre rimedio». Pietroforte, che ha pubblicato le foto dell’opera sulla quale è ben visibile il graffio provocato dalla caduta dell’incauta visitatrice straniera, assicura che «entro una settimana tutto sarà risolto ed è allo studio un sistema in grado di tutelare l’opera con ancora maggiori precauzioni, salvaguardando anche il lato estetico».
Collocate direttamente sul pavimento dello spazio espositivo, come immaginato dall’artista, le Pozzanghere rappresentano un unicum nel panorama museale pugliese, essendo l’unica opera rappresentativa del periodo maturo di Pascali presente nella regione. Realizzata l’anno prima della sua morte, quando l’attenzione dell’artista era concentrata principalmente sul tema dell’acqua, l’opera si compone di nove pannelli di truciolato laccato e gesso che evocano le suggestive concrezioni saline all’interno delle pozze marine della costa rocciosa barese, tra gigantismo e ironia visionaria. Acquisita per la Pinacoteca nel 1981 dalla direttrice dell’epoca, Pina Belli d’Elia, l’opera è tornata in esposizione al museo barese nel 2016, dopo essere stata in prestito per anni alla fondazione di Polignano a Mare intitolata all’artista.
Un incidente spiacevole, a pochi mesi dal cinquantennale della morte di Pino Pascali, che fa il paio con i piedi messi a mollo l’anno scorso nel “Mare” della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma da parte di poco rispettosi visitatori. Povero Pascali, verrebbe da dire. E certo non consola l’ottimismo della consigliera Pietroforte che, «cercando il lato positivo nella vicenda» dell’incidente barese, scrive che «l’episodio ha permesso di porre in ulteriore rilievo una delle opere più significative dell’artista polignanese, un pezzo meraviglioso che rappresenta uno dei tanti motivi per cui vale la pena visitare il nostro museo. Stando con il naso all’insù a contemplare le opere, ma attenti a dove si mettono i piedi».
Forse però la colpa non è tutta dei visitatori, ma qualcosa che non funziona c’è anche nel sistema museale, viste le disavventure riguardanti le opere di questo artista rappresentativo all’estero dell’arte italiana degli anni Sessanta, con due sculture presenti nella collezione del MoMA e risultati record ottenuti nelle aste internazionali. (Francesco Paolo Del Re)

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