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Quali sono i cinque pittori più influenti del ventesimo secolo? Una nuova classifica firmata Looklater. E in mezzo c’è anche un italiano, chi sarà?

di - 17 Novembre 2014
Ventesimo secolo: due guerre mondiali, due bombe atomiche, il muro di Berlino e la sua caduta, la Guerra Fredda, e allo stesso tempo decenni che si sono susseguiti di fermento ininterrotto: dal proibizionismo alla libertà sessuale, da Woodstock a Hollywood, dall’era analogica al passaggio digitale. Il novecento è stato insomma il secolo che meglio ricordiamo per una serie di cambiamenti repentini e fondamentali per la storia dell’uomo. E qual è stata la faccia della pittura mondiale, tra tradizione, astrattismo e sperimentazioni di ogni genere? Chi sono i personaggi che davvero hanno fatto la storia per il loro essere esemplari nella produzione artistica del più classico “formato” delle arti? Ci pensa ancora una volta looklateral, che stila la top five dei pittori.
Al primo posto? Il più meraviglioso e lirico autore d’America, Mark Rothko, morto suicida dopo una vita tormentata, passata per la voglia di affermarsi come artista e il desiderio di non diventare “accademico”.
Secondo posto per Gerhard Richter, tedesco che di certo non ha bisogno di spiegazioni e le cui quotazioni ci dicono parecchio, così come il suo corpus di lavoro, in grado di spaziare dal ritratto all’iperrealismo all’astrazione pura: un gigante che non poteva che stare dove sta in questa top five.
Terzo posto per Jackson Pollock, forse decisamente più iconico rispetto ai primi due e riconosciuto nel mondo per la sua pittura gestuale, per quella che venne definita da Clement Greenberg l’Action Painting, che Pollock metteva in arte ribaltando la tela a terra a lavorandovi sulle 4 dimensioni.
Quarto posto per Francis Bacon, inglese, pittore dell’inquietudine e della “sensazione”, e dozzine di aste andate alle stelle grazie a suoi pezzi mentre, dulcis in fundo, Lucio Fontana.
Eh si, non poteva mancare il nostro italiano più illustre, nato in Argentina ma diventato famoso nel mondo a Milano. C’è bisogno di raccontare qualcosa del padre dello Spazialismo e della sua capacità infinita di rivoluzionare la storia della pittura riuscendo a passare anche per una sapienza artigianale (non dimentichiamo le ceramiche) che ha prodotto veri e propri capolavori?

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