I dati ufficiali della 14esima edizione della fiera di Miami parlano chiaro: i numeri sono quelli del successo, che bissano le 70mila presenze dello scorso anno. Quest’ultima edizione, infatti, ha attirato al Convention Center qualcosa come 77mila visitatori, tra cui si contano collezionisti provenienti da oltre 110 Paesi tra cui Cambogia, Etiopia, Nicaragua, Romania, Togo e Zimbabwe.
Nuovi e vecchi ricchi, insomma, per vendite che – si annuncia – sono state altissime. Poco importa, insomma, se la settimana di Art Basel sia stata funestata da un meteo non proprio ottimale, ma decisamente tropicale, con piogge intense che hanno bloccato ulteriormente il traffico già congestionato della città della Florida durante l’art week.
Eppure, nonostante l’entusiasmo, qualcuno ha riportato un po’ di “lentezza” proprio durante la giornata dell’opening, il momento in cui si fanno più affari. Marianne Boesky, per esempio, afferma di aver venduto tutto quello che era prezzato sotto i 60mila dollari, ma di aver avuto solo delle riserve per due grandi Frank Stella degli anni ’80, che vi abbiamo mostrato anche sul nostro profilo Instagram, sopra il milione di dollari (nella foto sopra un particolare). Ottimo Stingel invece da Paula Cooper, dove un gruppo di Senza titolo del 2011, sono andati a 500mila dollari; Van de Weghe da New York invece piazza Francis Bacon Man in Blue VI del 1954 ad un collezionista americano per 13 milioni di dollari. Thaddaeus Ropac, da Parigi, ha invece detto che quest’anno si è notato invece un calo di collezionisti europei, ma che le cose sono andate bene comunque, con clienti statunitensi e latino-americani. Un trend riportato anche dalla newyorchese Cheim & Read, che ha affermato che questa Miami è stata un po’ meno frenetica ma piena di un collezionismo “riflessivo”. That’s it.