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Qui Miami/4. Brand italiano con artista. Natuzzi sceglie la settimana di Art Basel per inaugurare il suo showroom, con l’intervento di Adrien Missika

di - 3 Dicembre 2015
«Ho accettato con entusiasmo l’invito di Natuzzi per il progetto “Open Art”. Alcuni aspetti della mia ricerca, legati alla moderna idea di evasione e ozio e la loro rappresentazione commerciale possono intrecciarsi in modo interessante con la filosofia e l’estetica di Natuzzi». Lo dice Adrien Missika, parigino classe 1981, che è stato selezionato dal brand italiano dei complementi d’arrendo per aprire in grande stile il suo nuovo store in Florida. In una data decisamente particolare, per un progetto che ancora una volta lega la creatività all’azienda. I perché? Ce li racconta proprio Mister Pasquale Natuzzi Jr, direttamente da Miami.
Avete portato un artista francese nel bel mezzo della Puglia, e ora il lavoro viene “esportato” (anche se si tratta di site specific) a migliaia di chilometri. La prima domanda che mi viene in mente è: che relazione ha Natuzzi con lo spazio, visto che anche George Perec accompagna questa “Open Art” con il suo Specie di Spazi?
«Lo spazio è un concetto molto ampio, per noi significa prima di tutto casa, il luogo dove interpretiamo l’armonia che costituisce l’archetipo sul quale si fonda la nostra filosofia dell’abitare che abbiamo sintetizzato nel concept: Natuzzi coniuga design e funzioni per creare una perfetta armonia negli spazi. Per Natuzzi lo spazio è armonia tra oggetti e tra oggetti e persone, solo in questo modo è possibile creare spazi fatti per stare bene. Per noi lo spazio inoltre significa appartenenza ad un territorio, la Puglia, che rappresenta l’habitat delle nostre idee e fonte costante di ispirazione, la nostra musa e nostra casa. La Puglia è lo spazio dell’anima, essenza della nostra identità e linfa vitale di tutto il nostro lavoro».
Puoi raccontare qualcosa in più ai nostri lettori del progetto “Open Art” e i motivi per cui un brand legato all’arredamento sceglie di promuovere (e promuoversi) con l’arte contemporanea?
«L’arte insieme alla Puglia rappresentano i mondi di riferimento del DNA del brand. Natuzzi si ispira da sempre ai maestri della bellezza, artisti italiani e stranieri che hanno dedicato la vita alla ricerca dei canoni della perfezione. Con alcuni di loro abbiamo intessuto collaborazioni importanti, che hanno dato vita al progetto Open Art, nato del 2007 con lo scopo di portare l’arte nei negozi Natuzzi e renderla accessibile, “open”, a tutti. Il nostro obiettivo è, da un lato, quello di impegnarci nel sostenere artisti di cui apprezziamo il lavoro e, dall’altro, quello di parlare ad un pubblico appassionato d’arte, innescando una connessione tra il mondo del design e quello dell’arte».
Perché la scelta è ricaduta su Adrien Missika e che cosa volete mostrare al pubblico presente in città in occasione di Art Basel Miami?
«La scelta è stata il frutto di una minuziosa ricerca realizzata con il prezioso contributo della curatrice del progetto Myriam Ben Salah. Dopo una lunga valutazione abbiamo scelto Adrien Missika, un’artista giovane e geniale al quale abbiamo affidato l’arduo compito di interpretare l’armonia, concetto fondamentale per comprendere il mondo Natuzzi. Il suo lavoro è sempre ispirato dai luoghi che visita, come del resto il nostro design è ispirato dal luogo da cui proveniamo. Lo abbiamo invitato in Puglia per farlo interagire con la nostra terra e il nostro lavoro e da questa esperienza è nata l’idea di [ham-uh k]. L’installazione si pone in continuità con la sua ricerca Siesta Club, un lavoro che riflette sullo spazio individuale dell’amaca e quindi sul senso di ozio, riposo, tempo libero. Per Open Art Adrien ha però deciso di stravolgere questo oggetto, alterandone le dimensioni. Da un luogo calibrato sul singolo, [ham-uh k] assume invece una dimensione collettiva, fondendo l’archetipo del letto trasportabile con la funzione del divano, che poi è l’oggetto icona della produzione Natuzzi. Perché Miami? Perché Miami con Art Basel dimostra una particolare attitudine al mondo dell’arte e non potevamo scegliere posto migliore per rilanciare il progetto Open Art. Inoltre l’America ha un fortissimo valore simbolico per Natuzzi perché questo posto ha segnato l’inizio del successo internazionale dell’azienda e ci ha permesso di diventare il brand più conosciuto marchio nel settore dell’arredamento».

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