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Rent-a-Hirst. L’ultima di Charles Saatchi è l’affitto di opere d’arte

di - 1 Ottobre 2006

Diavolo di un Charles Saatchi, sempre un po’ avanti. Non si accontenta di aver deciso per anni le sorti dell’arte britannica, ora con il lancio dei giovani meledetti della Young British Art, ora con l’improvviso ritorno alla pittura (con meno succeso, in verità). Recentemente ha riempito paginate di giornali per l’apertura della sua galleria d’arte on-line, un’operazione strutturata, non il solito mercatino squallido e inutile. L’ultimo art business nel mirino dell’istrione londinese? L’affitto di opere d’arte, realtà finora confinata a rarissime iniziative di target aziendale, o alle simpatiche fiere per ultramiliardari. Stando all’informatissimo The Art Newspaper, Saatchi butta nella mischia i suoi pezzi da novanta, da Damien Hirst a Chris Ofili, da Tracey Emin a Grayson Perry, ai Chapman brothers. Una nuova formula per mettere a valore la sua rinomata collezione, un catalogo di seicento opere circa di 140 artisti che privati o istituzioni possono affittare per un determinato periodo di tempo. I prezzi? Dai 10mila euro all’anno per cinque opere fino a 30mila per una ventina di pezzi. Le previsioni, basate sull’affitto di un terzo delle opere in catalogo, parlano di un utile di 225mila euro annui. Fino alla prossima trovata…

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  • in realtà non è un idea nuova,forse non sapevate che in olanda si usa questa forma di comunicazione già da diversi anni con ottimo successo..viviamo in un mondo fatto a rate quindi questa è solo acqua calda,oltretutto sempre in olanda si usa dipingere ormai già da anni casse da morto..o bare..in modo di render meno triste il trapasso,non mi stupirei se tra qualche tempo qualcuno se ne uscisse con le bare d'autore..
    curatori attenzione a non cadere nel fac-simile

  • ...è vero, nulla di nuovo, ma è comunque geniale...importante ideare nuove strategie al passo con i tempi per l'arte per facilitare la possibilità di avere opere anche per breve tempo...il mercato si muove e tutti sono più contenti...certo, si parla sempre di chi se lo può permettere...basta che la burocrazia non blocchi tutto...

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