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Riparte il Romaeuropa festival dopo la prestigiosa anteprima estiva al Palatino. 524 artisti in 160 giorni, per la trentunesima edizione della rassegna romana che promette di portarci altrove

di - 19 Settembre 2016
Quello che ci rivolge il Romaeuropa Festival, in questa trentunesima edizione, più che un invito a teatro sembra un invito al viaggio. Un viaggio che parte da Roma, e a Roma si conclude, un viaggio che dura 160 giorni, che è fisico ed emozionale, un viaggio che attraversa i linguaggi del contemporaneo e nel quale a farci da guida è il claim scelto per questa edizione 2016: Portati Altrove. Un’esortazione a seguire fisicamente il festival nelle molte sedi sparse nel tessuto urbano, e per la prima volta, come annunciato dall’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Lidia Ravera, anche in alcuni teatri nel territorio laziale. Portarti altrove è allo stesso tempo una spinta a seguire i percorsi multidisciplinari che il festival traccia. Si parte il 21 settembre con barbarians di Hofesh Shechter al Teatro Argentina, e seguono alcune delle più importanti compagnie della scena artistica internazionale come Guy Cassiers con la rilettura del romanzo Le Benevole di Jonathan Littell, Forced Entertainment con il suo focus sulle opere di Shakespeare, il leone d’oro alla carriera per la Danza alla Biennale di Venezia del 20015 Anne Teresa De Keersmaeker o come una storica rimessa in scena dopo 21 anni di uno dei capolavori di Romeo Castellucci, L’Orestea. Ma Romaeuropa non è solo teatro e danza, ma anche musica, con Alvin Curran che il 25 settembre presenterà Riti Marittimi che torna al laghetto di Villa Borghese in una versione inedita, eseguita dalla Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio con alcuni studenti del Conservatorio di Santa Cecilia, e con Ben Frost, compositore e produttore di musica elettronica che dirigerà l’Orchestra di Santa Cecilia nel progetto Music for Solaris, il film di Andreij Tarkovskij, rimaneggiato e lavorate da Brian Eno e Daniel Bjarnason. Dal 7 ottobre al 27 novembre presso la Pelanda al Macro Testaccio, torna Digitalife, mostra dedicata all’interazione tra arti visive e tecnologie, protagonisti 4 lavori immersivi, 4 grandi progetti di Shiro Takatani, Christian Partos, Kurt Henstschlager, e il gruppo romano NONE. Per festeggiare i 150 anni di reazioni tra Italia e Giappone il festival in collaborazione con l’Ambasciata del Giappone porteranno a Roma per una conferenza, il Prof Hiroshi Ishiguro, docente del dipartimento di macchine adattive all’Università di Osaka, che ha dato vita ai primi robot dalle sembianze umane e che a Digitalife porta l’androide parlante, un umanoide che somiglia al suo ideatore in tutto e che è in grado di sostenere una conversazione come un normale essere umano.
L’Altrove del Romaeuropa festival 2016 è un giro del mondo, che passa per la Francia, Israele, il Giappone, L’Olanda, fa il giro per il Mediterraneo, e torna a Roma, nei luoghi che ospitano il festival e che grazie a questo si legano in una rete che per qualche mese riporta la città al centro d’Europa. (RP)

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