Fino al 20 aprile, presso l’area espositiva del Broletto, saranno esposti i progetti di architetti e ingegneri che hanno partecipato al concorso bandito dalla Giunta Comunale di Como nel 2001.
I professionisti hanno dovuto condensare il loro percorso e risultato progettuale in due grosse tavole, per un totale di 65 proposte.
L’area oggetto del concorso racchiude le piazze Verdi e del Popolo, lingua urbana che si affaccia su emergenze architettoniche di notevole valore: il Duomo, il Teatro Sociale, la Casa del Fascio di Terragni. Diversissime le proposte e le tecniche usate per esprimere l’iter progettuale: alcuni, come l’arch. Bonfanti, si abbandonano al gesto naturale dello schizzo, altri fanno largo uso di render e ricostruzioni tridimensionali computerizzate. Alcune soluzioni appaiono originali e poetiche, come quella dell’arch. Franchini, il quale propone di “disegnare” una planimetria della città storica incidendola nello slargo antistante il Duomo, o come quella dell’arch. Albertini, che immagina una piazza della leggerezza di un foglio, e come un curioso ne solleva un lembo per lasciare che i passanti sbircino sotto la pavimentazione.
Il progetto vincitore è risultato essere quello degli architetti Alberto Bertolini, Cristina Carozzi e Alessandra Galli. Hanno progettato una sorta di “ring”, soluzione simile a proposte già attuate in altre città europee, ampliando una fascia di rispetto del verde già esistente lungo il percorso delle mura. Una lingua di verde, costituita da essenze autoctone, che ripercorra e ridisegni l’antico tracciato dei bastioni, svolgendo così la doppia funzione di riammagliamento della contemporaneità al passato storico dell’area e luogo piacevolmente vivibile per i cittadini che si troverebbero dotati di una fetta di verde pubblico in più.
I progetti in mostra sono evidentemente redatti in maniera estremamente tecnica, ma le prospettive, gli schizzi, i render rendono i lavori comprensibili anche ai non addetti ai lavori. (stefania caccavo)
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