Bhopal in Italia. Questo il titolo dell’esposizione fotografica organizzata da Greenpeace, dal 24 settembre al 15 ottobre, con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali. La mostra, presentata a Johannesburg al vertice sulla Terra, è stata esposta in India, in diversi paesi europei e, lo scorso anno, in Italia, a Venezia. Quest’anno il tour della mostra iniziato a Bologna, è proseguito a Milano, Napoli e Cagliari e si concluderà a Porto Marghera.
Autore della mostra è Raghu Rai, uno dei più grandi fotografi indiani, membro dell’agenzia Magnum, che la mattina dopo l’incidente, si recò sul posto iniziando a realizzare un reportage in bianco e nero sul più grande disastro industriale della storia. Nei primi tre giorni dopo il disastro, circa 8000 persone morirono per l’esposizione diretta ai gas e ulteriori 5000 riportarono gravi danni alla salute. Oggi siamo arrivati ad un totale 20000 morti, ma le ripercussioni hanno interessato più di mezzo milione di sopravvissuti. Nonostante le richieste di Greenpeace, ad oggi nessuna bonifica è stata fatta: la gente continua ancora a bere acqua inquinata ed ammalarsi. La Dow Chemical rifiuta di prendersi qualsiasi responsabilità del disastro, nonostante abbia acquisito la Union Carbide, dalla cui fabbrica di pesticidi di Bhopal si levò 19 anni fa quella terribile nube tossica.
Protagonisti delle immagini di Raghu Rai sono proprio loro, i sopravvissuti, che possono oggi raccontare le loro tristi e straordinarie storie e fare in modo che la battaglia per la giustizia possa continuare.
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