Dopo Maxxi, Gnam, Palaexpo e Macro un altro museo e un’altra sigla bizzarra arricchisce l’offerta capitolina per quanto riguarda l’arte contemporanea.
Si chiamerà Ex(de)pò -perché la sua vocazione originaria era quella di deposito ed officina per gli autobus- e già se ne parla come il Beaubourg sul Tirreno. Ex(de)pò è, o meglio sarà tra due anni se il cantiere che partirà a fine Gennaio non subirà interruzioni, il nuovo centro d’arte contemporanea di Ostia. Concepito come una piazza sopraelevata con tanto di sculpture-garden, negozi, passaggi pedonali e parcheggi interrati, è il primo museo in Italia ad essere realizzato con il metodo della finanza di progetto: insomma pagato dai privati e gestito dagli stessi per un tot di anni; con alcun addebito per le casse del comune.
Tre livelli, 2500 metri quadri di superficie totale di cui 1000 di spazio espositivo, bookshop e caffetteria d’ordinanza. E il programma artistico? La società che gestirà lo spazio si chiama Sa.Pro (Structura è invece il progettista, nella persona del suo deus ex machina l’architetto Fabrizio Properzi) e fa sapere in una intervista a Il Messaggero che sono stati avviati accordi “con le più importanti fondazioni nazionali ed estere affinchè lo spazio espositivo di Ostia possa accogliere parti delle collezioni e delle mostre più importanti di passaggio a Roma“.
Il ruolo che avrà il museo di Ostia Lido non è dunque ancora molto chiaro. Ne è definita per il momento la fondamentale figura del direttore artistico (e con una apertura prevista per l’estate del 2008 la nomina è assolutamente urgente se non verranno confermate le voci di un coinvolgimento di Danilo Eccher). Tutti nodi da risovere in queste prima settimane dell’anno per questo nuovo esperimento di gestione museale.
[exibart]
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Da una parte la notizia mi fa felice, ma dall'altra mi inquieta.. conosco questa città anche troppo bene...