ALTO VOLUME CORPORALE presenta un panorama della migliore
L’icona universale alla quale fa riferimento la mostra è il corpo: nel linguaggio tridimensionale è un topos interpretato secondo prospettive diversificate che spaziano dall’immediatezza di una visione iconografica, a riflessioni trasversali in cui la fisicità acquisisce un’ampiezza ed una prospettiva mentali.
Il corpo è il mezzo che ci porta nella realtà e la membrana sensibile che ad essa reagisce, la materia che contamina le visioni del mondo.
Gli artisti invitati elaborano progettualità differenti e compeltamente autonome, ma tutti danno definizioni “diverse” della corporeità rispetto alla prospettiva del quotidiano.
Da un’analisi attenta del loro lavoro e delle loro personali ed incisive visioni, nasce un incastro espositivo di grande efficacia comunicativa: una mostra che affronta ed analizza ossessioni, paure, amori e passioni della nostra società attraverso forme e linguaggi che attraversano la dimensione corporale.
L’idea progettuale nasce dal rapporto con il contenitore espositivo: ad ogni artista è stata assegnata una stanza, per costruire sedici ambienti mentali snodati lungo un percorso che delinea, attraverso la scultura, un viaggio nella complessa sensibilità contemporanea. Il quotidiano e le sue derive vivono in questa mostra intrecciati in una visione ampia eppure unitaria, labirintica ma complessivamente direzionata verso la totale e paradossale sovrapposizione di realismo e sua reinvenzione, che approda in definitiva alla realtà permanentemente alterata della vita quotidiana.
“…la migliore scultura odierna guarda dentro le folle, tagliuzza l’anima di molti, si muove tra stanze, feticci, pazzie casalinghe, tra i barlumi istintivi della notte e la ragione ponderata sotto la luce diurna. Insomma, l’arte scultorea prende la vita che ci riguarda e circonda. La mastica e la digerisce col proprio mestiere, proponendo una tangibilità spiazzante, estrema nella sua realtà fatta di materia e volumi. La Scultura Figurativa Contemporanea cresce attraverso autori con caratteri adiacenti. Artisti autonomi tra loro eppure vicini nel modo di calamitare la vita vera dentro volumi realistici. La loro scultura, comportandosi come certa pittura odierna, segnala l’urgenza di isolare frammenti reali dentro le molteplici possibilità della materia…”
(Gianluca Marziani, dal catalogo della mostra)
“… Quando l’opera esiste ha metabolizzato tutti i passaggi e i concetti portandoli dentro un terreno diverso, un terreno in cui significati e rimandi si contaminano in una soluzione estetica che li oltrepassa. Equilibrio, chiarezza, seduzione, violenza, ironia, sperimentazione, ambiguità, quotidiano e visionario, immaginazione, alterazione, stile, invenzione, provocazione, squilibrio, sono le frasi di un discorso che l’opera pronuncia dopo aver conquistato il suo stato. Un’autonomia finale che è condizione instabile, scivolamento continuo di messaggi, testo da decifrare, comunicazione diretta ma fuori dell’ovvio…”
( Gloria Gradassi, dal catalogo della mostra)
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