Svirgolature e sbavature. Sempre attento a ridurre lo iato tra pittore e tela. Giovanni Petagna è un artista che usa raramente il pennello come ce lo si potrebbe aspettare.
Torna così scomunicati, la mini-rubrica di Exibart che segnala i comunicati e le note stampa più strampalate che arrivano in redazione.
il comunicato Martedì 3 dicembre, a Roma, presso il Centro Luigi Di Sarro si inaugura la mostra personale di Giovanni Petagna, curata da Guglielmo Gigliotti.
Sono in mostra oltre 20 opere, olii su tela di medie e grandi dimensioni, che rappresentano una testimonianza del lavoro di Giovanni Petagna (nato a Napoli nel 1965) svolto negli ultimi anni. “Pittura a base di rapidi tracciati segnici, svirgolature, tocchi grumosi, scolature, impronte, sbavature, pittura che a pieno diritto viene a collocarsi nell’area del neo-informale. Ciascun dipinto nasce dal gesto e nel gesto si compie, determinandosi attraverso libera tessitura dell’ordito segnico, d’apparenza caotica, ma, nell’essenza, calibrato nei pesi e contrappesi d’ogni singola, per quanto minimale, componente lineare.
…Petagna usa raramente il pennello come ce lo si potrebbe aspettare. Troppo mediato e vellutato è il passaggio delle setole sulla tela; meglio girare il pennello e usarne l’estremità opposta, come punta che graffia e incide. Oppure ricorre alle dita, al contatto diretto ed empirico con i colori, la tela e il proprio dipingere, senza più intermediazioni, nella piena identificazione del gesto fisico e di quello pittorico. Lo iato tra pittore e tela, tra artista e arte, si riduce sempre di più, l’immedesimazione col proprio fare si fa quasi assoluta, l’atto del dipingere si rivela naturale come quello del respirare. Naturale come lo spazio infinito fissato nello spazio finito di una tela.” (G.Gigliotti)
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...il Petagna usa raramente il pennello (come ce lo potremmo aspettare) mentre il critico usa raramente la penna (come ce lo potremmo aspettare). Cosa ci dobbiamo aspettare?
chi se ne frega ve l'ha mai detto nessuno?