Situata nella nuova location in Uferstrasse 40, in una zona industriale sul Reno, Scope Basel apre questa mattina al pubblico, dopo due giornate dedicate a VIPs e Press. Il modo più semplice di raggiungerla è facendo una piacevole passeggiata lungo il fiume da Claraplatz o con i mezzi pubblici, scendendo alla fermata Kleinhuningen.
Scope Basel presenta quest’anno 80 espositori internazionali di cui 8 italiani. Tra le ormai navigate ritroviamo Officine dell’Immagine (Milano) che per la terza volta in fiera ripresenta gli stessi artisti dello scorso anno: Nunzio Paci, Mattia Biagi e Tamara Ferioli. La torinese Gagliardi Art System, dopo anni di partecipazione a Scope, propone a Basel per la prima volta La Macchina per Azioni di Michelangelo Castagnotto e la serie di video La memoria dell’acqua di Ahmad Nejad.
The Flat (Milano) mette in scena due micro personali di Paolo Cavinato e Michael Johansson e come novità i peasaggi illusori di Land Cycles, fotografati da Filippo Armellin. Un’altra sorta di test per la galleria e l’artista stesso, è il nuovo lavoro di Michael Bevilaqua che come di consueto, si mette in gioco e cambia completamente modalità espressiva. La galleria bolognese OltreDimore, per la sua seconda volta a Scope Basel, presenta invece due nuovi artisti: Francesca Romana Pinzari con una serie di lavori, alcuni inediti, realizzati con i propri capelli e crini di cavallo intrecciati affronta l’argomento dell’ibridazione della specie e delle contaminazioni culturali, e Maziar Mokhtari, artista iraniano, i cui lavori si focalizzano ormai sul “Muro” come concetto per la formulazione della sua visione artistica, dove il colore giallo, predominante nelle opere come nella realtà della sua città natale, spicca sui muri e “camuffa” inglobandoli elementi tipici della cultura iraniana.
Dopo aver partecipato a Scope New York, la Galleria Ghetta (Bolzano) porta a Basel opere recenti di Aron Demetz e Robert Pan: rappresentanti della scuola artistica sudtirolese, entrambi gli artisti lavorano con le resine: il primo con resine naturali, crea sculture che tendono a rappresentare una realtà organica, il secondo dà forma alle sue visioni attraverso la sovrapposizione di strati di resine sintetiche trattate con varie polveri di metallo e levigate con acidi.
Prima partecipazione a Scope Basel, su invito della stessa Direttrice, per MLB home gallery (Ferrara) che qui sviluppa tutti progetti site-specific, in relazione alla crisi economica, culturale e sociale, mettendo in scena la possibilità e la necessità di ricostruzione, anche attraverso la solidarietà. Altra nuova a Scope è la milanese ATRA Art Gallery che ripropone dopo la Fiera di Flash Art a Milano, la personale di Blue and Joy: nei progetti del duo risalta il confronto continuo sul tema della comunicazione, esplicitato da una grande versatilità linguistica e dall’utilizzo di varie tecniche interdisciplinari. Ultima new entry, la romana Wunderkammern che tratta principalmente artisti di public e street art, ci offre i lavori di Mark Jenkins, Ludo, il giovane americano Alexander H. Auriema e l’autore di culto Guglielmo Achille Cavellini. (Sara De Paoli)