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Sculture medievali franano dalla facciata del Duomo di Molfetta. Si cercano i responsabili

di - 27 Novembre 2017
Amaro risveglio per gli abitanti di Molfetta, in provincia di Bari. Passeggiando per i vicoli del centro storico, si sono ritrovati di fronte a uno spettacolo incredibile: dalla facciata rivolta a sud del duecentesco Duomo di San Corrado, in via Trescina, si sono distaccati grossi frammenti di una delle due sculture medievali di leoni stilofori che ornavano il finestrone absidale. La scultura lapidea è crollata al suolo, distruggendosi in numerosi pezzi. A dare la notizia è il sito molfettalive.it, che ha pubblicato alcune foto della zona del crollo, recintata e interdetta al passaggio in attesa che i frammenti fossero portati via.
L’urgenza di effettuare lavori di restauro delle superfici in pietra interne ed esterne del luogo di culto era stata ribadita lo scorso 21 novembre 2017 da una nota pubblicata sul sito della parrocchia di San Corrado, nella quale si legge che già «In data 23 novembre 2016 il Vescovo Mons. Domenico Cornacchia, grazie all’interessamento del parroco don Vito Bufi, inviava alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari, una relazione con allegata documentazione grafica e fotografica attestante il diffuso stato di degrado dei paramenti murari». Vari i sopralluoghi effettuati a seguito di questa segnalazione. Ma nel 2017, prosegue la nota, «le problematiche si sono aggravate anche all’esterno con caduta di pezzi, sia dalle facciate che dalle torri campanarie, con evidente rischio di pericolo per la pubblica incolumità». Reperiti i fondi necessari, la Soprintendenza ha quindi affidato all’impresa Rossi Restauri s.r.l. di Turi un intervento di somma urgenza. Il lavori si sono avviati – si apprende sempre dalla nota della parrocchia – il 21 novembre a partire dalle torri campanarie, in accordo con la Soprintendenza e l’Ufficio Tecnico della Diocesi. Un fatto è certo: nonostante il degrado della facciata, il crollo delle sculture è avvenuto solo a lavori avviati e non prima. Ci potrebbe dunque essere una correlazione tra questi lavori e il crollo? La redazione del quotidiano locale riferisce l’ipotesi formulata da alcuni addetti ai lavori che a causare il distacco della scultura dalla facciata sia stato proprio il ponteggio a fune sospeso in corrispondenza del campanile a pochissima distanza dal finestrone: «Con il vento non si esclude che questo pontile possa aver ondeggiato e devastato la facciata».
Alla Soprintendenza ora l’ingrato compito di rispondere. Con la speranza che le sculture, restaurate, possano presto tornare al loro posto sulla facciata. (Francesco Paolo Del Re)

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