Tempi duri per le istituzioni artistiche europee. Mentre in Inghilterra si discute sulle reprimende – già segnalate da Exibart – del ministro per la cultura all’Arts Council, dalla Francia giunge la notizia di analoghi subbugli, anche se a ruoli invertiti. Ad essere interessati – lo apprendiamo da Libération – sono in questo caso i FRAC, acronimo che sta per Fonds régionaux d’art contemporain, gli enti di promozione e sostegno per le arti creati nel 1982, che costituiscono quella capillare struttura delocalizzata che è alla base del dinamismo (o dell’immobilismo?) della realtà artistica francese. In una dura lettera aperta inviata al ministro Donnedieu de Vabres, l’associazione che riunisce i presidenti dei FRAC lamenta i drastici tagli ai budget per le acquisizioni, e soprattutto il fatto di non essere stati preavvisati dei tagli, con conseguenti stravolgimenti dei programmi. Se la politica dello stato nell’arte contemporanea deve passare per le strutture regionali, paiono velatamente minacciare i presidenti, certe decisioni andranno riconsiderate.
[exibart]
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