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Seicento milioni di appalti per i Beni Culturali. Un nuovo capitolo del tesoro italiano “esternalizzato”, e affidato alla società Consip

di - 7 Agosto 2015
Si tratta di una società di approvvigionamento di beni e servizi per la Pubblica amministrazione, è controllata dal Tesoro e da poco alla sua guida c’è tal Luigi Marroni (ex capo delle Asl fiorentine e fedelissimo di Renzi).
Si chiama Consip e, all’atto pratico, si troverà a gestire 640 milioni di euro per predisporre nuovi servizi ai Beni Culturali italiani.
Servizi esterni, sia chiaro, come quelli che in questi giorni stanno mettendo a ferro e fuoco la politica della National Gallery di Londra e che in Italia, per certi versi e con non poche polemiche siamo già abituati a vedere in atto.
Dunque, infatti, non si tratta dell’affidare la gestione di musei e tesori in genere a società non statali (anche se parecchio dentro la politica), ma di evitare che gli appalti non vadano a buon fine. Il nostro Paese è ben conosciuto, specialmente da noi stessi, per le grandi opere di corruzione, per tangenti e affini, e visto che la cifra stavolta sfiora la metà stanziata dal Mibact, ci sarà da vigilare parecchio.
Anche perché in questa gara, sottoscritta e firmata proprio da Consip e Mibact, rientrano musei, biblioteche, archivi, aree, parchi archeologici e complessi monumentali che vedranno dati a “terzi” sistemi informatici, call center, “customer satisfaction”, compiti di monitoraggio, manutenzione di impianti, servizi di pulizia, nonché dell’accoglienza dei visitatori e di informazione.
La convenzione, che durerà per cominciare 2 anni, è suddivisa in 9 lotti geografici. Passato questo periodo di prova, diciamo così, le singole istituzioni potranno firmare con le imprese vincitrici contratti di fornitura la cui durata sarà di 4 o 6 anni. Fin qui tutto bene, almeno sulla carta e almeno data la certezza che lo stato italiano non riesce a far fronte alle necessità dei suoi gioielli. Per il resto, nei vari rivoli dove potranno incanalarsi questi soldi, staremo a vedere.

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  • Rispondiamo prima di tutto all'ultima domanda.... Dove si canalizzeranno questi soldi?
    Noi pensiamo che, come accaduto per le procedure di gara del Facility Management, chi beneficerà di questa ondata milionaria, saranno i General Contractor, grandi gruppi economico/finanziari che poi si servono di subappaltatori per fare la cresta al ribasso sui servizi.
    Un film già visto e che produrrà ulteriori indebitamenti incontrollati alle casse dello stato.
    Conosciamo bene il sistema, quindi se volete possiamo approfondire per farne una vera inchiesta.

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