In Australia esiste una cinematografia che solleva nuove questioni sul mondo contemporaneo e racconta storie mai raccontate sul rapporto fra gli uomini e le donne e la natura, e sul vivere in una società in continuo mutamento. Gli autori di questa cinematografia sono registi australiani che hanno un legame con l’universo “indigeno”.
La seconda edizione di Sguardi Australiani, curata da Silvana Tuccio e organizzata dalla Associazione Culturale “Lacunae”, si svolge dal 19 al 21 settembre nella piazza del porticciolo di Camogli e presenta una rassegna di cortometraggi dell’Australia indigena che esplora, per la prima volta in Italia, i materiali visivi di questo universo. Dalla stilizzazione raffinata del Bangarra Dance Theatre, che apre la rassegna con un breve video, venerdì 19 settembre (ore 20.30); alla leggerezza multicolore dei 13 cartoni animati The Dreaming prodotti da Aboriginal Nations e proiettati a ciclo continuo sabato 20 (dalle 16 alle 19) e domenica 21 (dalle 10 alle 13); alle visioni di un’umanità forte, che si pone in modo spontaneo e genuino, come emerge nelle storie dei cortometraggi e documentari proiettati sabato sera (dalle 20.30).
La rassegna –che l’anno scorso ha svolto una riflessione sulla dimensione multiculturale australiana, presentando registi italiani, greci, indigeni, anglosassoni, e ospitando a Genova il regista ed executive producer di Film Australia, Franco Di Chiera- ha come finalità quella di mostrare le tante realtà che compongono la società contemporanea. Per questo propone anche quest’anno un’idea di cinema complessa, sia attraverso i lavori di nuovi filmmakers, come Ivan Sen, Sally Riley, Catriona MacKenzie, sia attraverso testimonianze importanti di documentari e cinema d’animazione. Da segnalare il documentario di Darlene Johnson su David Gulpilil, già protagonista del “cult” del 1971 Walkabout e recentemente di The Rabbit-Proof Fence: una vita vissuta con pienezza in due mondi molto diversi. Curiosa la serie di cartoni animati The Dreaming, prodotta da Aboriginal Nations, basata sulla mitologia aborigena e raccontata oggi ai bambini per insegnare il bene e il male, il significato della storia e il rispetto per l’ambiente.
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