Punta a est il timone del mondo dell’arte, atteso in questo inizio di settembre da una tambureggiante sequenza di grandi rassegne nel sud est asiatico. Si parte con la novità della Biennale di Singapore, che alla sua prima edizione – organizzata dal National Arts Council e dal National Heritage Board – vede la partecipazione di 80 artisti provenienti da 35 paesi. Il direttore artistico Fumio Nanjo ha scelto il tema delle relazioni esistenti tra l’arte contemporanea e la fede, per una manifestazione che si allarga a diverse location della città, dal tempio di Kwan Im Thong Hood Cho, alla chiesa armena di St. Gregory, fino al National Museum, con molti artisti di livello internazionale, da Federico Herrero a Barbara Kruger, Jenny Holzer, Yayoi Kusama. Italia presente con Stefano Cagol, che allestisce – come evento satellite della biennale – il progetto d’arte pubblica Power Station, un veicolo bianco che viaggia e si ferma in diversi luoghi attraverso l’isola. Durante ogni fermata inni nazionali escono dal furgone, mentre vengono distribuite spille con impresse associazioni di sostantivi come Art Power, MoneyPower e Media Power. Passa un giorno, e il 5 settembre si inaugura la sesta edizione della Shanghai Biennial, diretta da Zhang Qing con una squadra curatoriale di cui fa parte anche Gianfranco Maraniello. 90 in questo caso gli artisti – da Atelier Van Lieshout a Matthew Barney a Chen Wenling -, chiamati allo Shanghai Art Museum a presentare le loro opere sul tema Hyper Design. Nutrita la pattuglia degli italiani, che allinea Francesco Vezzoli, Alessandra Tesi, Maurizio Mochetti, Patrick Tuttofuoco, Loris Cecchini, Massimo Bartolini, lo studio Cibic & Partners. Chiude la full immersion asiatica la Biennale di Gwangju, anch’essa alla sesta edizione, diretta da Kim Hong-hee con il titolo Fever Variations. La rassegna si articola su due grandi mostre – The First Chapter, Trace Root: Unfolding Asian Stories e The Last Chapter, Trace Route: Remapping Global Cities, ed un’evento speciale intitolato Color of East Asia. Grandi nomi internazionali anche in questo caso fra gli artisti selezionati, fra i quali Thomas Bayrle, David Hammons, Runa Islam, Michal Rovner, Erik Van Lieshout, Meshac Gaba, Michael Beutler, e gli italiani Monica Bonvicini e Armin Linke.
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