Il 2017 diventa lâanno del
centenario della morte del grande scultore francese
Auguste Rodin, colui che ha rivoluzionato la creazione prima di Braque, Picasso e Matisse. Tra le molteplici manifestazioni sparse per il mondo, Parigi commemora il padre della scultura moderna con il Grand Palais che presenta dal 22 marzo una grande retrospettiva intorno a grandi capolavori come il
Pensatore, il
Bacio e
I borghesi di Calais. Mentre il museo Rodin presenta, fino al 22 ottobre, un confronto tra
Anselm Kiefer e lâAntico Maestro; un focus sullâuniverso creativo di entrambe queste personalitĂ , dedite allâesplorazione e combinazione sempre variegata e inattese di forme e materie.
Una mostra che si riallaccia alla volontĂ dello scultore francese di servire le generazioni future: siamo nel 1916, infatti, quando Rodin decide di donare lâintera sua opera allo stato francese per vederla riunita poi in un museo. In questo senso il âsuoâ museo ospita unâala dedicata alle mostre temporanee, e qui ancora Kiefer con una trentina di pezzi inediti per lo piĂš realizzati nel 2016 che hanno per tema il libro di Rodin dedicato alle cattedrali della Francia, pubblicato nel 1914. Kiefer lo sviluppa attraverso grandi opere pittoriche, 380 per 380 centimetri, con assemblaggi di piombo, la sua materia prediletta, olio e acrilico su tela, ma anche qualche effetto marmorizzato che lascia apparire silhouette femminili, e non mancano nemmeno le imperdibile vetrine dellâartista tedesco.
Tra queste Sursum corda, che vede unâalbero secco e una scala a spirale inserite nel terriccio, sotto il quale si intravedono calchi di gesso. Oltre al riferimento alla cristianitĂ , i materiali sono un clin dâĹil a Rodin e ad opere come La femme accroupie. AllâhĂ´tel Biron e nella sala 5, tra le collezioni permanenti del museo, lo spettatore potrĂ scoprire anche una grande opera inedita: Absolution.
La mostra Kiefer-Rodin, poi, a novembre sarĂ alla Barnes Fondation di Filadelfia. E da non perdere la notte europea dei musei del 20 maggio prossimo con ingresso gratuito dalle 20. (livia de leoni)