L’estate del Mamco sarà italiana. Le diverse monografiche e due collettive qui presentate vogliono mostrare alcune delle differenti realtà artistiche presenti sul territorio della penisola e operanti sull’arco di un perioo che va dagli anni 60 fino ad oggi.
Campione di side-car, Gianni Piacentino sviluppa dal 1969 in poi una ricerca formale basata sull’aerodinamicità di oggetti mobili o che il movimento lo evocano. Le sue forme arrotondate e “levigate” dalla vernice da carrozziere compariranno per la prima volta in un museo Svizzero.Piero Gilardi esplora il mondo delle “sensazioni virtuali”. Con un’installazione interattiva e digitale invita lo spettatore a prendere coscienza della sua appartenenza alla “biosfera in evoluzione”. Maurizio Nannucci, già presente nell’allestimento permanente del museo realizzerà per questa esposizione un’opera inedita. Eva Marisaldi, giovane artista bolognese, occuperà l’intero quarto piano del museo. Le sue installazioni sottendono a rivelare ciò che sta dietro alle convenzioni e quello che il linguaggio non permette di rivelare. Botto e Bruno ci portano nel cuore di una scenografica ed improbabile periferia dove prospettive sfalsate e colori tra l’acido e l’apocalittico inghiottono lo sguardo del visitatore. Il collettivo di artisti Isola (art) Project si schiera contro l’urbanizzazione selvaggia nella città di Milano e propone una nuova possibilità di approccio politico alla realtà anche da parte dell’arte. Infine a quest’ultimo fa eco una retrospettiva che siamo felici di accogliere; Arte, architettura, utopia in Toscana è un’esposizione che raggruppa gli archivi dei movimenti di architettura radicale, Zona e Schema, attivi negli anni 60 – 70 (in collaborazione con il Pecci di Prato).
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