Piove sul bagnato. Già in questo periodo alcune realtà artistiche fiorentine, o comunque di “area”, godono di salute cagionevole (Centro Pecci, Quarter), per diversi motivi. Ora arrivano gli effetti della Finanziaria 2006, nella parte che riguarda la cultura, che costringono i musei comunali a ridurre gli orari di apertura, oltre che a quasi azzerare le spese per il restauro delle opere, e a ridurre al minimo quelle per la manutenzione. Dopo aver apportato varie misure di contenimento della spesa, annullando le principali iniziative, come la mostra sulla Deposizione di Bronziono, che doveva essere fatta in collaborazione con il Muesèe des Beaux Arts di Besancon, ed eliminando quelle per il restauro, l’Amministrazione ha dovuto andare a toccare gli orari dei musei, seguendo il criterio della massima salvaguardia di quelli che registrano maggiori affluenze. Nessuna modifica quindi per i due musei più visitati, Palazzo Vecchio e Cappella Brancacci, che nel 2005 hanno visto rispettivamente più di 421mila e 116mila visitatori. Orari ridotti invece il Museo di Santo Spirito (Fondazione Romano), il Museo “Firenze com’era”, il museo di Santa Maria Novella e la Donazione Loeser. Complessivamente i musei comunali sono stati visitati nel 2005 da circa 604.000 persone registrando un incasso di più di 2milioni e 300mila euro con un aumento medio dei visitatori rispetto agli anni precedenti pari al 4, 5 per cento. La riduzione della spesa è di circa 250mila euro (100mila per manutenzioni, depliant, promozione, e 150mila per il personale) che significa 10.400 ore in meno di lavoro e il 24 per cento in meno di ore di aperture al pubblico.
Facilissimo scagliarsi contro il governo. Un po’ meno facile farlo solo dopo essersi posti qualche domanda. Cosa c’entrano i tagli nazionali alla cultura -e ci sarebbe da discutere- con le spese dei musei del municipio di Firenze? Pur ammettendo l’ammanco, davvero il Comune fiorentino non è nelle condizioni di tagliare sprechi, clientele, favoritismi e quant’altro per un ammontare di 250mila euro, che è il costo di un monolocale in centro? Mica sarà che nell’ottica di una normalissima razionalizzazione degli orari di apertura, il Comune di Firenze abbia voluto cavalcare l’onda dei “Tagli di Berlusconi” giusto a un mesetto dalle elezioni? Diceva l’immenso Giulio Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma a volta ci si azzecca.
[exibart]
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Più che parcondicio, tutto sto discorso sa di un bel colpo al cerchio e una alla botte: l'apparato museale fiorentino, che funziona, ed è verificabile con gli utili in crescita, viene danneggiato dai tagli in finanziaria e il risultato? Firenze se l'è cercata, perchè tiene quanlche luce accesa più del necessario e perchè i restauri dovrebbe affidarli, come prassi, ai privati? ma per favore...Questo è per risollevare le sorti dele vostre posizioni dopo l'affido della rubrica alla Melandri? che delusione...chi se ne frega di chi fa i tagli al settore più importante e redditizio del Paese, dal momento che comunque è una porcheria controproducente? Dicevate bene all'inizio: piove su un settore su cui si dovrebbe investire seriamente(e su cui invece incombe da 5 anni il blocco delle assunzioni, con tutto quel che consegue...)potreste almeno ribadirlo fino alla fine, con un minimo di convinzione
Perchè non vieni anche te al consiglio comunale –E- provinciale di lunedì prossimo (9.30 pal vecchio), vediamo se “Piove sul bagnato” a Firenze … o, magari, se danno “un bel colpo al cerchio e una alla botte” prima delle elezioni!
Scusami ma questa giunta fa pena e sia il sindaco che l’assessore alla cultura dovrebbero evitare di parlare di piani per lo sviluppo del sistema cultura!!!
Devono prima capire la parola Cultura! Fanno pena
E a me la parcondicio, non importa, voglio solo votare per i risultati… non solo per il colore.