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TAR contro Mibact. La parola al Consiglio di Stato, che si esprimerà il 15 giugno. Intanto, l’Archeologico di Napoli lancia una petizione

di - 1 Giugno 2017
Il duello tra il Tar e il Mibact continua senza esclusione di colpi di scena. Già 24 ore dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio – che annullava le nomine di cinque superdirettori di musei scelti dal ministro Dario Franceschini in seguito alla riforma del 2014 – il deputato PD Mauro Guerra firmava la proposta di un emendamento nell’ambito della manovrina all’art. 22. Nel testo, per rimuovere i limiti contestati dai giudici del TAR, si forniva un’interpretazione diversa della disciplina prevista dall’ordinamento del lavoro nella Pubblica Amministrazione, stabilita dall’art. 38 del decreto legislativo 165 del 2001 (qui il link all’articolo).
Ma il Consiglio di Stato, in attesa della discussione del 15 giugno, che metterà la parola fine alla querelle, ha respinto la proposta, definita “salva-direttori”, «per evitare un incongruo alternarsi degli organi titolari di funzioni pubbliche».
Il clima sta diventando sempre più arroventato, i commenti sui social network si sprecano, l’impressione è che la sentenza del TAR abbia scontentato molti e lasciato confusi tutti, tra interpretazioni opposte di un codice che, a conti fatti, si è dimostrato inadeguato nel leggere quel cambiamento al quale tutto il settore della Pubblica Amministrazione è stato sottoposto, in questi ultimi anni.
Intanto, a fare muro è il personale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fiducioso dell’esito positivo della vicenda e compatto nel sostenere Paolo Giulierini, «come direttore e come uomo». In queste ore è stata anche lanciata una petizione che «non entra nei meriti della questione processuale» ma vuole dimostrare «tutta la stima nei confronti del Direttore, nella speranza che sia di conforto al lavoro fin qui svolto, di incitamento a non arrendersi di fronte agli ostacoli che presto cadranno e di sostegno morale da parte delle tante persone e dei lavoratori che credono in lui», si legge nel documento. Proprio in questi giorni, sempre al MANN, è stata riaperta, dopo sei anni, la Sezione Epigrafica, mentre qualche mese fa venne resa nuovamente fruibile la Sezione Egizia. Ovviamente Giulierini era presente tra il pubblico, come cittadino.

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