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Tempi moderni, nella scatola del contemporaneo. A Parigi la Fondation Vuitton apre agli “antichi Maestri” del Novecento

di - 4 Aprile 2015
Le icone della modernità irrompono alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi, segnando l’avvio della terza tappa dell’inaugurazione che va sotto il titolo di Les clefs d’une passion. La  mostra raggruppa quelle opere che hanno contribuito a cambiare la storia dell’arte del ventesimo secolo: da Mondrian a Malevitch e Rothko, da Delaunay a Léger e Picabia, da Munch a Dix e Giacometti, da Matisse a Kupka e Severini. L’esposizione si articola in quattro sezioni, in perfetta sintonia con la collezione contemporanea della Fondazione: le linee espressionismo soggettivo, contemplativo, popista e musica. Le opere sono state scelte per loro significato emblematico, e sono state privilegiate le serie, così nella sezione dell’espressionismo soggettivo, tutto teso alle questioni della vita, l’angoscia e la morte non poteva mancare Il Grido di Edvard Munch o La ballerina Anita Berber di Otto Dix.
Nella sezione dedicata alla contemplazione troviamo riuniti i quattro quadri Lac Keitele di Akseli Gallen-Kallela, ma anche Quadrato nero, Croce nera e Cerchio nero, i primi tre monocromi di Kazimir Malevic, mentre nella terza sezione dedicata alla vita moderna, al progresso e allo sport ecco La squadra di Cardiff di Robert Delaunay; infine per la sezione musica, certo La Danza di Matisse ma anche Geroglifico dinamico del bal tabarin di Gino Severini. Solo qualche titolo, il resto lo si può scoprire fino al 6 luglio nelle sale della Fondazione, apertasi l’ottobre scorso, ideata dall’architetto Frank Gehry. Per realizzare questa mostra la FLV si avvalsa inoltre della collaborazione di diverse istituzioni nazionali ed internazionali, come il MOCA di Los Angeles, il Munch Museum, il Guggenheim di New York e l’Ermitage di San Pietroburgo. Tra le diverse azioni che accompagnano la mostra si terrà un simposio il 12 e 13 giugno prossimi, e tra i temi ve ne annunciamo un paio: “Su cosa si fonda l’iconicità di un’opera?” o “Che significa collezionare oggi.”. Dal 2 giugno, si apre una nuova presentazione di opere della collezione che si articolerà su due assi, uno sulla Pop Art e l’altro in stretto contatto con la musica o suono. Per informazioni www.fondationlouisvuitton.fr (Livia de Leoni)

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