Martedì 25 maggio 2004 apre al pubblico Nuove Acquisizioni. La mostra presenta venticinque tra opere e grandi installazioni acquisite in deposito permanente grazie all’intervento della Fondazione CRT che ha costituito il Progetto Arte Moderna e Contemporanea con l’obiettivo di incrementare le collezioni permanenti del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.
Il percorso espositivo inizia nell’atrio juvarriano con l’opera Paolo Uccello 1450 – 1989, 1989, di Luciano Fabro, da tempo esposta al Museo ma solo recentemente acquisita definitivamente alla collezione permanente. La rassegna prosegue al primo piano con l’opera Senza titolo, 1967-1969, di Gino De Dominicis, con Sinfonia incompiuta, 1980, di Sandro Chia, I fiori salutano la luna, 1984, di Nicola De Maria, Lampeggiante, 1979, di Mimmo Paladino e Respiro, 1969, di Giovanni Anselmo e, al secondo piano del Castello, con le opere di Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Mario Merz, Giulio Paolini, Paola Pivi ed Ettore Spalletti . Nella grande sala settecentesca del castello, interamente dedicata all’opera di Spalletti, vengono presentati Presenza Stanza, impasto di colore su tavola, 1978, la grande installazione composta da sei elementi Anfora Bacile, Vasi, 1982, Sogno Dispari del 1983, costituita da tre elementi e Muro, eco rosso azzurro, 2003. L’insieme delle opere costituisce un’unica installazione appositamente pensata dall’artista per questa occasione. Oltre a Giovanni Anselmo e Luciano Fabro tra gli esponenti dell’Arte povera ricordiamo Alighiero Boetti con Tutto, 1987-1988, Pier Paolo Calzolari con Scalea (Mi Rfea Pra), una struttura ghiacciante del 1968, Mario Merz con Senza titolo (Una Somma Reale è una Somma di Gente) del 1972 e Giulio Paolini con Astrolabe, 1967. Anche il movimento della Transavanguardia è rappresentato con opere significative. Oltre alle già citate opere di Chia, De Maria e Paladino, in mostra troviamo Autoritratto senza specchio di Francesco Clemente, 1979, Cani con la lingua a spasso, del 1980 e La deriva del vaso, 1984-1985, di Enzo Cucchi. Tra gli artisti delle ultime generazioni Stefano Arienti con due opere, Chimica organica del 1988 e Senza titolo, 1991-1992, installazione composta da una proiezione di trenta diapositive. Di Massimo Bartolini sono esposte tre installazioni Pavimento ad occhi chiusi, 1997, Lo studio alle tre, 1994-2002 e Tamburo del 2002. Paola Pivi presenta una serie di cinque stampe fotografiche realizzate nel 2003. Le opere in mostra sono state acquisite grazie alla Fondazione CRT Progetto per l’Arte Moderna e Contemporanea.
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