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Torino: un museo a cielo aperto per riqualificare via Nizza. Complicato, ma chissà che in occasione di Artissima non si vedano i primi risultati

di - 17 Maggio 2012
Qualche anno fa ci avevano provato a Borgo Dora. Avevano chiamato diverse Accademie di Belle Arti italiane a dipingere, un murales ognuna, nella zona del mercato del Baloon, per riqualificare la zona.
Ora ci prova il quartiere San Salvario, il centro multietnico di Torino, per cercare di rendere più appetibile via Nizza. E lo fa con la creatività di giovani artisti, con un progetto promosso dalla Circoscrizione locale, chiamato “NizzArt”.
Un problema urbano che affolla molte città la “desertificazione”. E che a Torino ha reso la strada come un viale di scorrimento veloce dove non vi sono spazi per soffermarsi. L’idea è quella di creare una galleria d’arte “metropolitana” a cielo aperto, riempiendo i muri di colore e installazioni. Insomma, ancora una volta l’arte per far rivivere la strada. E i suoi esercizi commerciali.
Il progetto è stato elaborato dalla Fondazione Contrada Onlus, e punta decisamente in alto. Le Associazioni Urbe e Torino True si occuperanno di valutare le proposte artistiche, coinvolgendo da un lato giovani artisti, scuole con laboratori didattici e, in secondo luogo, cercando di coinvolgere. «Il progetto è in fase iniziale e chiamate ufficiali non ce sono ancora state, ma per dare un’idea, i nomi che piacciono sono quelli di JR da Londra, i brasiliani Os Gemeos o gli italiani Agostino Iacurci e Pixel Pancho» spiega Roberta Isgrò di Urbe. E pare che siano già stati identificati, sull’arteria e nelle vicinanze, dieci punti dove poter lavorare e installare le opere: «Vogliamo riqualificare e dare un’identità a questa parte di San Salvario, che è sempre stata un luogo di frontiera» dicono dalla sezione cultura della circoscrizione. Si punta a installare le prime opere per l’estate e a raggiungere una proposta articolata e attrattiva per novembre, mese che per Torino significa arte contemporanea, con la nuova Artissima. E chissà che la reattiva città piemontese non riesca a fare davvero un “percorso” degno nell’arte nel tessuto urbano, materia nella quale gli esempi felici sono ben pochi.

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  • Sono commossa da questa ennesima iniziativa del Comune di Torino, ma mi chiedo, visto la miseria nera che piange, da dove verranno fuori i soldi per questa iniziativa faraonica. Tanto è l'interesse per l'arte urbana, che il MAU, Museo di Arte Urbana (www.museoarteurbana.it/), che dal 1995 realizza murales su pareti di palazzine private in Borgo Vecchio Campidoglio a Torino, con budget davvero ridicoli per l'entità del lavoro portato avanti, si è visto tagliare i fondi per il 2011, sempre a seguito di quella miseria nera che tutto il Comune piange, ma che non esenta di spendere fior di baiocchi per uno sgalfio Festival Jazz fuori stagione e un bando per due nuove Luci d'Artista, con i cui soldi si potrebbero portare avanti molte altre iniziative culturali, di sicuro meno roboanti, ma non meno importanti per il territorio.

    Il problema purtroppo è quando non si hanno i santi giusti non in Paradiso, ma nella semplice portineria del Palazzo Comunale.

    Barbara Bordon, Responsabile Archivio MAU, Torino

  • I Quartiere San Salvario è già stato abbondantemente riqualificato, con una delle più potenti e costose operazioni di gentryfication realizzate in Italia, con conseguente aumento dei valori immobiliari e gente che ci ha guadagnato un sacco di soldi. Adesso non sarebbe male che chi ha investito in quel quartiere si accontentasse e lasciasse che eventi e interventi di riqualificazione interessassero zone quali Falchera, Barriera di Milano, Mirafiori Sud ecc. Basta far piovere sul bagnato con denaro pubblico ...

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