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Torna il Romaeuropa festival, con una domanda: “Where are we now?”. La risposta è affidata ai 300 artisti in programma

di - 16 Maggio 2017
C’era la folla delle grandi occasioni stamattina alla conferenza stampa del Romaeuropa festival 2017. “Where are we now?”. Questa la domanda a cui cerca di rispondere questa 32esima edizione del festival, che avrà inizio il 20 settembre per 100 giorni intensi. “Interrogarsi in questo momento ci sembra la scelta più consona alla condizione che stiamo vivendo” afferma Fabrizio Grifasi, Direttore Generale e Artistico Fondazione Romaeuropa, che continua “In una quotidianità senza confini, dove possiamo dire e ascoltare tutto e il suo contrario, in una cacofonia senza distinzioni che sembra appiattire e giustificare bello e brutto, falso e vero, crediamo siano ancor più necessarie e autorevoli le voci individuali degli artisti per riportarci verso una concretezza fatta di visioni, storie, autoritratti e incontri, all’interno di un orizzonte in cui si ritrovano e dialogano comunità forti delle proprie differenze”.
 E Romaeuropa sembra aver preso coraggio dopo il prezioso riconoscimento del Parlamento Italiano che ha incluso il festival nella legge per il sostegno e la valorizzazione dei festival “di assoluto prestigio internazionale”. Il programma come ogni edizione è denso e di altissima qualità, si articola attraverso 4 tematiche Visions, Powerful Stories, Sharing e Selfie, con artisti che vanno da Sasha Waltz a Dada Masilo, da Sidi Larbi Cherkaoui a Jan Fabre, da Alessandro Baricco con Dario Voltolini e Nicola Tescari, a Roberto Herlitzka, Pippo Delbono al fianco di Alexander Balanescu, Petra Magoni, Enzo Avitabile e Piero Corso, e Ascanio Celestini.
Coraggio si diceva, perché il festival quest’anno si affaccia con audacia sul contemporaneo, attraverso il lavoro di molti artisti per la prima volta in programma 40 tra i quali Julien Gosselin, Dorothée Munyaneza, Rimini Protokoll, Agrupación Señor Serrano, She She Pop con Zeikratzer, Babilonia Teatri, Mutaimago, Biancofango, Industria Indipendente, The Holy Body Tattoo con i Goodspeed You! Black Emperor. L’accento va anche sul teatro indipendente che torna prepotentemente ad occupare parte del programma del festival con i giorni dedicati alla nuova danza europea di Dancing Days a cura di Francesca Manica, e quelli dedicati al più giovane teatro italiano in Anni Luce a cura di Maura Teofili. Novità assoluta del Romaeuropa Festival 2017 è REF KIDS, focus di spettacoli internazionali a cura di Stefania lo Giudice destinati a un pubblico più giovane (dai 18 mesi in su) che si articolerà in tre differenti fine settimana presso La Pelanda – MACRO Testaccio di Roma e La Factory. Ad aprire il focus è la celebre Akram Khan Company in scena con Chotto Desh versione per bambini del capolavoro Desh. Romaeropa riesce ancora nella cosa più difficile in questa città così complessa, fare rete, ma non solo attraverso la diffusione sul territorio degli spettacoli, ma anche attivando delle collaborazioni a livello creativo e progettuale. Torna infatti Digitalife 2017, sezione del festival che riflette sulla relazione delle arti con le nuove tecnologie, che si sposta per la prima volta a Palazzo delle Esposizioni, e si avvarrà della collaborazione della Fondazione Giuliani e della Nomas Foudation. (Roberta Pucci)

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