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Tutto Bologna/1. Le opere impossibili de L’orMa da Spazio Testoni

di - 29 Gennaio 2019
Spazio Testoni, a Bologna, ha inaugurato la personale “SOLO L’orMa” a cura di Chiara Conti. È già da qualche anno che Lorenzo Mariani, in arte L’orMa, fa parlare di sé per lo stile eclettico delle sue opere, che toccano varie discipline. Dalla più classica pittura, alla ceramica, con idee di forme ed espressioni veramente originali, fino alla manipolazione della carta, con la quale realizza opere incredibili e molto differenti tra loro, visitando anche il mondo dei vegetali che, già da tempo, modella a suo piacimento e per i quali è molto conosciuto. Proprio ad Arte Fiera, nel 2016, le sue opere vegetali gli sono valse il Premio Euromobil under 30.
Consigliato spesso come investimento da guide specializzate, il giovanissimo L’orMa in pochi anni ha avuto un’ascesa interessante, grazie alla sua voglia di sperimentare e di tentare sempre nuove strade e nuove tecniche artistiche. Sembra a opera finita che ogni cosa gli esca dalle sue preziose mani con una grazia e una facilità inconsueta ma, come riferisce l’artista, per raggiungere una tale precisione e perfezione è necessario un impegno costante.
In questa sua personale che è quasi, nonostante sia ancora molto giovane, un’antologica, presenta diverse proposte: i vegetali, la ceramica, la porcellana e la carta, più altre “raffinatezze” che sono una sorpresa. Lo Spazio Testoni è composto da una sala d’ingresso più grande e da tre salette più piccole e subito s’incontrano i muri di vegetali sulla sinistra e le due opere inedite al centro, entrambe in ceramica bianca cristallizzata. Concerto per orchestra solista, del 2019, rappresenta l’individualismo presente nella quotidianità. Un mondo dove ognuno ha un suo strumento e un suo Direttore, con i quali “suona la sua musica”. L’altra opera inedita è Undertruth, del 2019, che consiste in una carrozza barocca rovesciata, con le ruote per aria e i cavalli che muovono le zampe nel vuoto. Nelle salette, altre particolarità, come la Collana ispirata a Leonardo in onore della ricorrenza del cinquecentenario della scomparsa che si commemora nel 2019. Poi, nell’accesso al cortile, il Trittico de L’orMa e altre opere vegetali, come quella che vinse il Premio Euromobil.
La poetica de L’orMa è molto personale e con un senso di continuità che gli dà forza di sperimentare e di proseguire questo cammino iniziato come assistente di Vedovamazzei e, ben presto, approdato alla carriera “solista”. È una continuità che va scoperta osservando con attenzione le sue opere, tutte unite da una connessione, dalla voglia di creare un pezzo unico e particolare.
Il suo ideale è Leonardo perché eclettico, fantasioso e accurato. E L’orMa quasi gli assomiglia, per la precisione certosina e, soprattutto, in quella che sembra una fantasia infinita.
La mostra sarà visitabile fino al 30 marzo, con aperture straordinare in occasione di Arte Fiera: l’1 febbraio, dalle 10 alle 20, il 2 febbraio, dalle 10 alle 24, per Art White Night, il 3 febbraio dalle 10 alle 20. (Eugenia Neri)

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