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Tutto ciò che si doveva censurare, sarà mostrato. Al PAV di Torino, Proibitissimo!

di - 21 Marzo 2018
Violenza, religione, politica e sessualità, sono i protagonisti di Proibitissimo!, il progetto inedito di Irene Dionisio, a cura di Viola Invernizzi, che sarà esposto al PAV-Parco Arte Vivente di Torino, dal 23 marzo al 15 aprile. Oggetto dell’operazione è la censura cinematografica, la cui storia iniziò nello stesso momento in cui si stavano sviluppando i meccanismi della comunicazione di massa.
In Italia, risale al 1913 la prima legge che regolamentava le rappresentazioni di spettacoli ritenuti contrari alla decenza, all’ordine pubblico, al prestigio delle autorità ma misure di controllo veniva già adottate. Durante il regime fascista, ovviamente, la censura lavorò a pieno ritmo e nella lista dei film proibiti finirono titoli come Freaks, di Tod Browning, Scarface, di Howard Hawks, oppure il singolare caso de Le avventure di Marco Polo, di Archie Mayo, che fu distribuito nel 1939 ma con il titolo di Uno scozzese alla corte del Gran Khan. Per alcuni film la censura non fu integrale ma mirata, riguardante solo alcune parti. Questi spezzoni proibitissimi, conservati negli archivi cinematografici italiani, sono stati recuperati dal gruppo di lavoro diretto da Dionisio, con la collaborazione di Vittorio Sclaverani, composto da Omar Bovenzi, Riccardo Calisti, Giulia Capirone, Caterina Cretier, Helena Falabino, Ginevra Lanaro, Dunja Lavecchia, Emanuele Marini, Giovanni Mauriello, Ambra Micheletto, Alberto Rinaldi, Giorgio Santise, Beatrice Surano, Morena Terranova. La ricerca condotta dal gruppo ha portato all’analisi di oltre settanta film censurati e alla selezione delle scene da inserire, secondo quattro tematiche principali, appunto, violenza, religione, politica, sessualità. E così, tutto ciò che venne cancellato è stato rimesso in scena, attraverso un lavoro di stilizzazione di costumi e scenografie.
La mostra è incentrata sulla videoinstallazione legata al film Il mio unico crimine è vedere chiaro nella notte, di Irene Dionisio, che verrà presentato al Centre d’Art Contemporain di Ginevra nell’ambito della Biennale delle immagini in movimento. Ma in esposizione saranno anche fotografie, estratti dei copioni, elementi della scenografia, documenti d’archivio e sul tema della censura, alcuni gentilmente concessi dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema, parti del diario di lavorazione e dello storyboard, foto di scena, a enfatizzare il processo che ha portato alla realizzazione del progetto.

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