Un progetto cresciuto negli anni, elaborato con passione in tutti i particolari. Una collezione che in oltre trent’anni è divenuta una delle più ricche d’Italia, spaziando da big ormai storicizzati – Burri e Manzoni, Fontana e Twombly – alla Transavanguardia, al Neo- espressionismo tedesco, Anselm Kiefer, Baselitz, Gerhard Richter, fino a molti campioni di oggi. Ora la Collezione Maramotti – il fondatore dell’Impero Max Mara – trova finalmente casa a Reggio Emilia, nella vecchia sede dei suoi stabilimenti allestita come un museo, quarantatre ampie sale, distribuite su due piani. Che Exibart.onpaper – sempre più in prima linea per anticiparvi i grandi eventi – ha visitato in anteprima e presenta ai lettori nel numero in preparazione. Cento autori per duecentotre opere, una raccolta che nasce per curiosità intellettuale verso i nuovi linguaggi, nel momento in cui Achille Maramotti, già attento conoscitore e collezionista di arte moderna, alla fine degli anni ’60, inizia ad avvicinarsi alle opere di artisti suoi contemporanei, concretizzando poi l’idea di corpus organico a metà degli anni Settanta. Il luogo, la vecchia sede dell’azienda Max Mara – in cui le opere venivano esposte a rotazione – è stato recuperato mantenendone le caratteristiche peculiari, l’illuminazione naturale e la versatilità. Quando e come visitare il nuovo museo? Per saperlo basta procurarsi Exibart.onpaper numero 43, gratis in una degli oltre trecento Exibart.point in tutta Italia. Ma se proprio non vi ci imbattete, bastano i soliti 19 euro (le sole spese di spedizione!) per riceverlo per un anno al vostro domicilio…
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