Ha aperto a Roma la decima edizione di Fotoesordio, mostra che ha lo scopo di far conoscere dei giovani talenti della fotografia, artisti provenienti da diverse realtà e scuole, accomunati dal fatto di essere alla loro prima esposizione.
La mostra si dipana in un percorso espositivo che lascia in parte perplessi: si inizia dal pian terreno dell’ala della stazione che ospita Contemporaneo Temporaneo, si procede poi al secondo piano, dove, all’interno della collezione permanente, sono istallati due lavori, tra cui quello particolarmente interessante di Lisa Ferro, che costringe il visitatore ad entrare nel suo universo, in una passeggiata tra le immagini impresse su teli appesi, necessaria per comprendere lucidamente la realtà riprodotta. Infine si prosegue al piano sotterraneo, ed è a questo punto che l’allestimento, che dovrebbe valorizzare le opere in mostra, in realtà le penalizza, riducendole quasi a mero elemento decorativo: disposte come sono sulle pareti della galleria tapis roulant, sono impossibili da ammirare con calma se non in pochissimi casi.
E’ difficilissimo soffermarsi su dei lavori visibili in corsa.
Peccato per gli artisti esposti, alcuni dei quali sicuramente avrebbero meritato un’attenzione maggiore, come Urs Dierker ed i suoi corpi quasi indifesi nella loro nudità, prigionieri in un ambiente domestico che li costringe a difficili equilibrismi. (federica la paglia)
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direi agli amici di foresordio, che sono così buoni a criticare gli altri, che il montaggio della mostra a termini e davvero brutto, comunque la critica vada anche a grandistazioni, che erano partiti così bene, ma si sa il contemporaneo e cosa di pocchi, non basta il bel design.