Il Manifesto compie 35 anni. E per festeggiare la lunga militanza nell’editoria di sinistra si omologa al virus che esplode a ogni inizio d’anno: la calendario-mania colpisce anche lo storico quotidiano comunista, che da sabato 17 dicembre è in edicola assieme allo strategico gadget acchiappa-lettori. Ma non è mica un calendario qualunque con chiappe al sole e zinne di gomma. Neppure un sexy chic à la Pirelli. E nemmeno una roba infarcita di politica e attualità. E’ l’arte la protagonista assoluta dei 12 mesi raccontati dal Manifesto, con una selezione di eccellenti nomi internazionali (con ogni probabilità a cura delle tre redattrici esperte di “visioni contemporanee”, Arianna Di Genova, Teresa Macrì ed Elena del Drago).
Sguardo ironico e approccio non convenzionale, per dare forma a eventi, volti, luoghi, sogni, memorie, storie, culture. In una galleria del presente di grande impatto e bellezza. Gli artisti? Eccoli: Zineb Sedira, Gulsun Karamustafa, Anri Sala, Alfredo Jaar, Ivo Bonacorsi, Monica Bonvicini, Salvatore Puglia, Franco Cenci, Luca Vitone, Marzia Migliora, Ali Assaf, Gea Casolaro, Botto&Bruno, Matteo Guarnaccia.
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