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Un giardino nuovo per Palazzo Fabroni a Pistoia, con un progetto che coinvolge anche l’arte contemporanea

di - 9 Aprile 2016
Si suppone che a metà Settecento, all’epoca della ristrutturazione di palazzo Fabroni, sul retro dell’edificio si aprisse un ampio spazio verde. Dal catasto Leopoldino del secondo Ottocento si percepisce che questo spazio era configurato come un comune giardino all’italiana. Negli ultimi anni alcune superfetazioni hanno stravolto l’impianto del giardino che oggi verte in una condizione di degrado. L’Amministrazione Comunale di Pistoia – proprietaria del complesso destinato a polo espositivo – ha bandito un concorso per il recupero dell’antico spazio verde e la sua riconfigurazione estetico-funzionale. Dei 45 progetti presentati, tutti anonimi, solo 38 sono stati ammessi. Di questi la commissione giudicatrice ha stilato una graduatoria di 8 progetti per i primi 7 classificati poiché c’è un ex equo al sesto posto. Vincitore è risultato quello del raggruppamento temporaneo d’impresa composto dall’arch. Alessio Gai, l’arch. Michele Fiesoli e l’Ing. Maria Chiara Mannella.
Il progetto rispetta tutti gli obiettivi specificati nel bando e configura lo spazio esterno del palazzo come un’opera d’arte esso stesso poiché è stato elaborato a stretto contatto con l’artista Federico Gori del quale appaiono evidenti gli stilemi consueti della sua produzione artistica e la sua sensibile e misurata poeticità. La motivazione stilata dalla commissione giudicatrice parla infatti di “valorizzazione della facciata dell’edificio settecentesco che prospetta sul giardino creando due quinte di verde lungo i due lati edificati. […] Si tratta di un intervento originale che affonda le sue radici nella trama del disegno del giardino ottocentesco reinterpretandone alcuni degli elementi geometrici essenziali e proponendosi contemporaneamente come idea innovativa rispettosa del contesto e della natura specifica del luogo, di cui mantiene aperte tutte le possibilità di utilizzo senza inserimento di segni irreversibili”.
Gli otto progetti finalisti sono presentati in una mostra allestita nelle sale di Palazzo Fabroni e aperta fino al 5 giugno. (Enrica Ravenni)

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