Categorie: Speednews

Un museo nei campi di sterminio di Pol Pot. È la proposta del Ministero alla Cultura della Cambogia. Uno shock per non replicare il passato

di - 28 Luglio 2012
È giusto riservare valore “museale” alle tragedie e agli orrori della storia? Conservare strutture che hanno segnato le pagine più nere dell’umanità? Campi di concentramento, fosse comuni, luoghi del totalitarismo e del calpestamento di ogni diritto umano? Probabilmente sì. Sono i luoghi di fronte ai quali, malgrado tutto, come aveva scritto Georges Didi-Hubermann, nascono “immagini”, che hanno funzione di “memoria”. È accaduto con i campi di sterminio nazisti, è accaduto più recentemente con il Memoriale all’11 settembre, ed è proposta di questi giorni di trasformare i “Killing Fields”, i campi di massacro cambogiani nati sotto il regime comunista del dittatore Pol Pot, al secolo Saloth Sar, dal 1975 al 1979, in un museo.
Diventati celebri anche in occidente grazie al film del 1984 di Roland Joffé, tradotto in italiano col titolo “Urla del silenzio”, facevano parte della struttura di coercizione del “governo”, anche i campi di lavoro forzato, dove la maggior parte della popolazione cambogiana fu internata, in condizioni durissime che causavano facilmente la morte per sfinimento o fame e dove la minima ribellione o il minimo errore erano spesso puniti con la morte. In questi anni sono state analizzate sul territorio dello stato del sud-est asiatico oltre 20mila fosse comuni, da parte del Dc-Cam Mapping Program e dell’Università di Yale, che hanno stimato un genocidio che oscilla tra il milione e 700mila e i due milioni e mezzo di morti in poco meno di 4 anni.
Ora il governo vuole mostrare al mondo le terribili testimonianze di quell’agghiacciante sterminio riunite nel sito di Anlong Veng. Il ministro del turismo cambogiano Ruos Ren ha spiegato: «Si tratta dell’ultimo quartier generale di quel regime genocida. Con questo progetto vogliamo far conoscere ai giovani cambogiani la loro storia. Per impedire che tutto ciò si possa ripetere».
Nhem En, fotografo ufficiale nel centro torture di Tuol Sleng a Phnom Penh, incaricato di immortalare i volti di migliaia di prigionieri prima delle esecuzioni di massa, spera ora di riuscire ad aprire una sua mostra permanente ad Anlong Veng, che fu l’ultima roccaforte dei khmer rossi a cadere: una “macchina fotografica della morte”, per la giustizia sommaria dell’arte. L’unico mezzo per poter riscattare all’oblio e all’odio una delle pagine più ignobili della storia.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

OPENTOUR 2026: l’Accademia di Belle Arti di Bologna si apre alla città

Torna OPENTOUR 2026: l’Accademia di Belle Arti di Bologna coinvolge 31 gallerie e presenta oltre 500 opere, tra premi, performance…

9 Giugno 2026 9:31
  • exibart.prize

ARIANNA ELLERO. 2023–2026 – In cerca di attrito. La pittura precede la forma

La pittura si sviluppa come una superficie in trasformazione, dove velature, abrasioni, stratificazioni e depositi di materia generano immagini instabili,…

9 Giugno 2026 9:22
  • Mercato

La Venezia di Bellotto torna da Christie’s dopo 138 anni: stima fino a 6 milioni di sterline

Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerà al vaglio della casa…

8 Giugno 2026 18:28
  • Mostre

Barocco in metamorfosi: la resilienza del vivente di Aldo Salucci

"Aldo Salucci. Sospesi tra essere e divenire" è organizzata da CRAG – Chiono Reisova Art Gallery in collaborazione con Galleria…

8 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Dietro le linee di Mondrian: il restauro accende una nuova luce su un capolavoro

Dopo oltre cinque anni di studi e di restauri, il capolavoro di Piet Mondrian della Collezione Peggy Guggenheim torna esposto…

8 Giugno 2026 16:30
  • Fotografia

Il MAST di Bologna dedica una grande retrospettiva ai maestri della fotografia industriale Bernd e Hilla Becher

La fotografia come catalogo del paesaggio industriale: attraverso più di 350 fotografie originali in bianco e nero, la mostra bolognese…

8 Giugno 2026 16:24