Instancabile il conte Giuseppe Panza di Biumo, italianissimo mega collector internazionale legato a doppio filo con una generazione di artisti americani e non, in particolare quella afferente al movimento concettuale e minimalista. La novità è l’acquisto, da parte dell’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington di una quarantina di opere della collezione dell’industriale varesino. Si va da
Hanne Darboven a
Doug Wheeler, da
On Kawara a
Robert Irwin, da
Joseph Kosuth a
Sol Lewitt, fino a
Bruce Nauman. Il nucleo è stato valutato tra i 5 e i 7 milioni di dollari, anche se il curatore dell’Hirshhorn Kerry Brougher ha confessato al
New York Times di avere spuntato uno sconto. L’episodio è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di un lungo processo di ricollocazione avviato dal conte Panza in tutto il mondo, attraverso vendite, donazioni e comodati d’uso, di gruppi omogenei della sua sterminata collezione (quantificata in circa 2500 pezzi, raccolti in quattro decenni, a partire dagli anni ’50). Pezzi della collezione Panza si trovano infatti al MOCA di Los Angeles, al Guggenheim di New York, al Museo Cantonale di Lugano e al Palazzo Ducale di Gubbio. La sua villa vicino Varese, arredata con 133 opere che vanno dagli anni ’60 agli anni ’90 oltre a preziosi mobili da XVI al XIX secolo e una collezione di arte primitiva africana e precolombiana, è stata donata nel 1996 al FAI ed è aperta al pubblico. (
a. s.)
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