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Un secolo di arte donna. Morta a New York Louise Bourgeois

di - 31 Maggio 2010

Fra pochi giorni avrebbe avuto un grande festeggiamento a Venezia, l’ennesimo di una carriera lunghissima e ricca di esperienze e successi. Ma Louise Bourgeois non riuscirà a godere il trionfo che le tributerà a Venezia la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova al Magazzino del Sale, dove il 4 giugno si inaugurerà la mostra di inediti Louise Bourgeois, The Fabric Works.
La grande artista è infatti scomparsa oggi all’età di 98 anni a Manhattan, dopo essere stata ricoverata al Beth Israel Medical Center in seguito a problemi cardiaci. Una grave perdita per l’arte contemporanea, un personaggio che ha saputo osservare tutti i grandi cambiamenti della società e del gusto dell’ultimo secolo, sempre da posizioni di assoluta eccellenza. Per quel che vale, l’indice Kunstkompass dei cento più importanti artisti contemporanei del 2009 la collocava al tredicesimo posto assoluto, prima fra le donne.
Nata a Parigi nel 1911, nel 1938 Louise Bourgeois si era trasferita col marito Robert Goldwater a New York, dove aveva iniziato la sua carriera artistica vera e propria, spaziando, con la sua vastissima produzione, nell’uso di tecniche diverse, ma sempre privilegiando la scultura. Inizialmente sotto l’influenza del surrealismo, dagli inizi degli anni ’60 dedicandosi alla lavorazione del ferro e realizzando le prime installazioni che l’avrebbero resa celebre negli anni della sua maturità, con lavori che riflettevano le influenze del Surrealismo stesso, del primitivismo e dei primi scultori modernisti, come Alberto Giacometti e Constantin Brancusi. Sessualità, famiglia e solitudine fra i suoi temi preferiti.
Particolarità che contribuisce a farne un unicum: il successo presso il grande pubblico giunto in età normalmente da pensione, intorno ai settant’anni, specie dopo la grande mostra personale che le dedicò il MoMA di New York nel 1982. In Europa la consacrazione avvenne nel 2000, quando con Maman – un enorme ragno metallico – inaugurò le installazioni delle Unilever Series, nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra.
Nel 2007-08 un’elaborata retrospettiva della sua carriera, da anni quaranta, era stata presentata alla stessa Tate Modern, al Centre Georges Pompidou di Parigi e al Guggenheim Museum di New York. L’Italia aveva provveduto lo scorso anno, con una personale a Napoli al Museo di Capodimonte.

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  • ricordo la grande e bellissima mostra alla Fondazione Prada

    Una veramente GRANDE

  • Purtroppo è venuta a mancare una gran donna...per fortuna è riuscita a vivere a lungo per comunicare tutto quello che poteva dirci.Nata un secolo fa era una tra le artiste "più avanti" contemporanee.
    Ciao nonnina dell'arte contemporanea!!!

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