Il progetto tecnologico, finanziato da Regione Toscana, Provincia di Siena, Comune di Pienza e Monte dei Paschi, è stato affidato ad Alessandro Mecocci, docente al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Siena e tra i massimi esperti al mondo di tecnologie applicate ai musei.
Una volta entrati a Tepotratos, telecamere e sensori iniziano a monitorare il visitatore, passo dopo passo. Muoversi verso un angolo o l’altro della prima stanza significa attivare diversi immagini che vengono proiettate sulle pareti, oltre che suoni e musiche. Un oggetto che unisce passato e futuro è il “pozzo multimediale”, una struttura circolare al centro di una stanza ampia, coperta con pannelli di legno e strumenti dell’antica mezzadria. Infilando la testa nell’imboccatura, è possibile assistere a delle proiezioni di cultura contadina.
Ma chi o cosa si occupa di capire quali siano i desideri del visitatore per condurlo così nel percorso da lui prescelto? Si tratta di una mente artificiale, che gli ingegneri e informatici hanno ribattezzato “Interfaccia sociale multimodale”, cervello e spirito del museo, che segue il visitatore e ne interpreta la volontà.
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