04 agosto 2012

Una camera in una scatola. Anzi, in quattro. Succede a Hong Kong, in un albergo tutto design che sta facendo discutere tutta la città

 

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A vederlo da lontano sembra un’immensa superficie bianca butterata, come se qualcuno si fosse divertito a martoriare di colpi tutta la struttura. Invece stiamo parlando di una delle strutture più esclusive che sono sorte ad Hong Kong in tempi recenti, il Sheung Wan Hotel, sorto nell’omonimo distretto della città ex colonia inglese, una zona contraddistinta per il suo mercato del pesce e per gli esemplari che si trovano in vendita appesi nei negozi. Progettato dall’architetto britannico Thomas Heatherwick, la struttura ha 40 piani, ed è stata costruita completamente da zero, senza ristrutturare edifici preesisenti e, forse è il caso di sottolinearlo, senza guardare la realtà che lo circonda, obiezione mossa da decine e decine di critiche. La costruzione in calcestruzzo è composta da “scatole” di metallo di quattro diverse dimensioni, realizzate con una tecnologia che piega il metallo, un processo tipicamente usato per fare condotti di aria condizionata e serbatoi d’acqua. Heatherwick ha utilizzato questo elemento geometrico come mezzo per interpretare gli oggetti familiari che si trovano in una stanza d’albergo, letti e condizionatori, mini-bar e cassaforti, cosicchè in ogni suite i mobili e gli accessori sono composti da una diversa disposizione dei componenti quadrati. Che si riflettono sulla facciata, e rendono la struttura estremamente dinamica. All’interno, le “caselle” sono rivestite con bronzo e ricoperte di schiuma isolante rigida o imbottita, per rendere i quadrati letti o poltrone. Un edificio texture, in un continuo rimando tra interno ed esterno e che, nonostante la sua assoluta originalità, non sta particolarmente convincendo gli abitanti della zona di Sheung Van.

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