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Una nuova luce si accende sul Duomo di Milano, tra spiritualità, suggestioni e impatto zero

di - 21 Dicembre 2018
Milano, di recente eletta la città più vivibile d’Italia del 2018 secondo la classifica de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle province italiane, dallo skyline camaleontico e verticalista, muta anche il profilo del suo Duomo, grazie a un nuovo progetto di illuminazione che lo renderà ancora più instagrammato da cittadini e turisti. Coraggio, forza economica, qualità dei servizi, riprogettazione green degli spazi urbani e piani di illuminazione a impatto zero, sono gli ingredienti di una città che non smette di puntare sulla qualità e sul suo appeal modernista. Da ieri, 574 nuovi fari a led, creati dall’azienda tedesca Erco, e 106 proiettori illuminano la parte alta del Duomo, facendo aumentare la luminosità del 30% e riducendo i consumi del 40%. Sono “occhi di luce” esterni installati su 368 guglie, 206 pali e sui palazzi circostanti, che rivestono il tempio della spiritualità milanese in marmo di Candoglia di una nuova aura, illuminando ad arte vetrate, fregi esterni, anche al secondo e terzo ordine, e guglie rimaste fino a oggi oscurate.
Il nuovo progetto è firmato dall’ingegnere e docente al Politecnico, Pietro Palladino, dello studio Ferrara Palladino, tra i light designer più noti a livello internazionale, che ha realizzato anche l’illuminazione interna della cattedrale terminata l’anno scorso. I nuovi punti luce sulla facciata conferiscono una diafana leggerezza all’architettura gotica, passando da 24 a 56 e molti sono installati sugli edifici adiacenti, dal Palazzo della Rinascente a quello della Veneranda Fabbrica, dal Palazzo dell’Arcivescovado ai cornicioni di Palazzo Reale e della Galleria Vittorio Emanuele. Ammantati dall’oscurità, brillano come lingue di fuoco i 135 pinnacoli e questi corpi luminosi sembrano far levitare il Duomo, da oggi più sostenibile e affascinante con un progetto site specific che rispetta non solo il valore simbolico dell’architettura, che trasuda di spiritualità, ma anche la cultura conservativa e la tutela: non sono stati fatti buchi o perforazioni.
L’impianto sul Duomo e sulla piazza è costato circa un milione 200 mila euro ed è stato interamente finanziato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, con l’approvazione della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio. Questo intervento è la tappa conclusiva di un ciclo cominciato nel 2015 con l’illuminazione interna delle navate, poi è toccato alla Madonnina, ora alle vetrate e facciate esterne. Fedele Confalonieri, il presidente della Veneranda Fabbrica, e monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo, hanno sottolineato come questa illuminazione interna ed esterna accentui il suo valore spirituale in maniera discreta, non spettacolare, invitando l’osservatore alla meditazione. E in effetti il Duomo così luminescente, sovrastato dalla Madonnina, opera di Giuseppe Perego, posta nel 1774 sulla guglia più alta, sembra vivere di luce propria e per una illusione ottica suggestiva ci appare “allargato”, ci invita a tendere lo sguardo verso il cielo e il Cosmo, con una luce omogenea, capace di evidenziare le profondità e aumentare la percezione dei volumi geometrici, in accordo con lo spazio circostante.
100 giorni e 8mila ore sono occorsi per installare i nuovi proiettori ma l’opera non è ancora finita, poiché alcune aree sono ancora in cantiere e mancano una quarantina di punti luce che verranno sistemati al termine dei lavori di manutenzione dell’architettura. Per alcuni interventi di cablaggio sono stati chiamati operai scalatori professionisti in grado di lavorare in condizioni difficili. Suggestione luministica a parte, cittadini e turisti ringraziano gli sponsor, perché con la nuova illuminazione, il Duomo è tra i primi luoghi in Europa a emissioni zero. Valerio Camerano, amministratore delegato di A2a, ha ricordato che grazie alla rete di teleriscaldamento, si elimina l’utilizzo di combustibili fossili. Inoltre l’azienda garantirà la manutenzione dell’impianto per i prossimi quattro anni, con una spesa di 195mila euro. Alla maggiore luminosità corrisponde una riduzione di potenza di 15kW, così la sostenibilità ambientale è garantita.
I corpi illuminanti sono stati progettati ad hoc, usando ottiche flessibili per accordare la luce ai volumi maestosi della cattedrale, ma l’ardua sentenza sulla qualità della nuova illuminazione spetta ai milanesi. (Jacqueline Ceresoli)

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