Una galleria nomade, flessibile, senza fissa dimora. Uno spazio che non c’è, o meglio che cambia volto a ogni nuovo appuntamento. Nasce Travelling Gallery, un marchio sempre uguale ma con la caratteristica di adattarsi a sedi sempre diverse.
Primo evento è la collettiva Dopo Coplans, a cura di Maria Grazia Torri, allestita negli spazi dello stabile del Mezzanotte. Una mostra sul corpo come fulcro della nostra esistenza, superficie significante e vero segno della presenza, del passaggio.
Il Coplans del titolo è un artista –John Coplans, inglese, classe 1920- che all’inizio degli anni ‘80, quando tutti inneggiavano al perfezionismo estremo del fisico, si soffermava invece sul corpo che invecchia e che muta. Fissandolo fotograficamente nel suo decadimento.
Da qui lo spunto per questo progetto, una riflessione a più voci su un tema antico ma sempre aperto.
Ci sono i corpi acefali di Alessando Bellucco, senza testa come essere senza un capo, senza ordini o principi superiori, un corpo libero affidatoci al caso o dal destino; c’è il corpo-testo di Fabrizio Orsi, su cui la vita lascia segni, tracce, marchi, stampando cicatrici occulte o ostentate; e ancora la sofferenza di abitare un corpo, per tutta la sua durata, nei ‘segni d’identità’ mostrati da Rivkah Hetherington; fino alle metamorfosi necessarie con cui Marco Tronci Lepagier trasforma il corpo, contorcendolo, avvolgendolo, piegandolo alle sue deviazioni.
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