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Un’opera di ghiaccio e fuoco. L’alchimia di Pier Paolo Calzolari alla White Cube di Londra

di - 15 Marzo 2018
Destabilizzante e armonico, concettuale e vicino al quotidiano, ha consumato con voracità ogni tipo di materiale, sia organico che sintetico, trovando sempre la misura di un raffinato equilibrio compositivo. È Pier Paolo Calzolari, tra i maestri riconosciuti dell’Arte Povera e risolutamente indipendente dalle schematizzazioni, e il 21 marzo aprirà la sua prima, esaustiva antologica in Gran Bretagna. La mostra, a cura di Mathieu Paris e in collaborazione con la Fondazione Calzolari, sarà ospitata alla White Cube Gallery di Londra, nella sede di Mason’s Yard, una vecchia centrale elettrica ristrutturata e aperta dal settembre del 2006 che ha già visto mostre di artisti come Gabriel Orozco, Andreas Gursky, Georg Baselitz, Jeff Wall, Anselm Kiefer, Robert Irwin e Miroslaw Balka. Nato nel 1943 a Bologna, Calzolari è cresciuto a Venezia e la sua prima mostra risale al 1966, nel suo studio bolognese di Palazzo Bentivoglio.
Inizialmente incluso da Germano Celant nel novero dell’Arte Povera, ha seguito con pervicacia la sua strada e, nel 1969, prese parte a “When Attitudes Become Form”, storica mostra curata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna. Nel 2001 ha esposto alla Tate Modern, nel 2014 al MoMa e nel 2016 al Centre Pompidou. Per la personale londinese, saranno esposte opere realizzate nel corso della sua feconda carriera, dagli ultimi anni ’60 fino ai lavori più recenti, con un approfondito focus sulle opere realizzate negli anni ’70 e ’80 e alcune delle sue installazioni più rappresentative e conosciute. Considerando la varietà delle forme assunte dalla ricerca di Calzolari, un artista che non ha mai avuto timore di reinventarsi, l’ambiente sarà piuttosto vivace, come in una movimentata alchimia di ghiaccio, fuoco e neon.
In alto: Pier Paolo Calzolari, Gesti [Variazione I], 1968 (Detail) / Property: Fondo Calzolari Trust / Courtesy Archivio Fondazione Calzolari / Photo: Michele Alberto Sereni

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