A soli 39 anni Massimiliano Gioni è stato nominato direttore Arti Visive della 55esima Biennale di Venezia del 2013. Molte le ragioni per accogliere positivamente la notizia. 1) Il tempo che l’ Associate Director del New Museum di New York avrà davanti per preparare una biennale come si deve. 2) La vasta conoscenza che Gioni ha del mondo dell’arte, non solo dalla Grande Mela alla piccola Italia dove è nato, ma anche dell’Oriente, avendo diretto nel 2010 “10.000 Lives”, l’ottava Biennale d’Arte di Gwangju in Sud Corea. 3) La prova che ha dato di saper scegliere gli artisti migliori, che hanno più da dire sul serio oggi, non tanto al New Museum, ma alla Fondazione Trussardi di Milano, dove ha portato nomi eccellenti, a cominciare dall’esordio nel 2003 con Elmer & Dragset, continuando poi con Urs Fischer, Cattelan, Martin Creed, Pawel Althamer, Fischli & Weiss, fino a Pipiloti Rist. E di Cattelan Gioni è stato per diversi anni l’alter ego, prestandogli voce e qualche idea nelle interviste, e collaborando con il Maurizio Nazionale per la Biennale di Berlino nel 2006 insieme ad Ali Subotonik, gli amici con i quali aveva aperto anche la Wrong Gallery nel cuore di Chelsea un po’ di anni prima. Poi, quello che fa ulteriormente piacere, è che a Venezia arrivi un direttore almeno in parte italiano (l’ultimo è stato Francesco Bonami nel 2003) e che vi arrivi un giovane. Forse un segnale di inversione di tendenza nel nostro Paese, per dire che esistono giovani in grado di lavorare bene e assumere ruoli direttivi.
Poi ci sarà tutto il tempo per capire che biennale farà. Molto America oriented, probabilmente, ma anche Asia oriented, e forse poco italiana. Ma intanto Gioni, che era tra i curatori di Manifesta nel 2004 e che sempre a Venezia aveva curato la “Zona” per la Biennale di Bonami, c’è. E c’è anche Paolo Baratta, la cui conferma alla presidenza della Fondazione Biennale conta molto nella decisone presa. «La Biennale sta operando nel senso del pluralismo e della continuità, chiosa lui, sottolineando «la personalità, giovane, che ha già accumulato importantissimi incarichi che egli ha svolto in modo da conquistare autorevolezza tra gli artisti e i critici di tutto il mondo ». Baratta ha anche annunciato le altre nomine e le conferme: Ismael Ivo, al suo ottavo mandato per la danza, cui vanno i complimenti della presidenza per aver impostato e sviluppato in modo molto efficace l’Arsenale della Danza. Àlex Rigola riconfermato perchè autore di un’esperienza che ha conciliato momenti di laboratorio e di spettacolo. Ivan Fedele alla Musica che sostituisce Luca Francesconi e avrà il compito di sviluppare anche attività laboratoriali nell’ambito di Biennale College.
Ultima nota: ci auguriamo che una nomina di tale livello e coraggio sia di buon auspicio anche per decidere sul prossimo curatore del Padiglione Italia. Che merita anch’esso un investimento di qualità.
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Questa sì che è una buona notizia per l'arte!