Lav Diaz, dopo Locarno, vince anche a Venezia, con The Woman who left (in home page uno still) lunghissimo lungometraggio, (216 min). La storia, ambientata nelle Filippine negli anni novanta alla morte di Lady D, inizia quando la protagonista esce dal carcere dopo trenta anni dove ha scontato una pena per una colpa mai commessa. Sam Mendes, ringraziando i suoi colleghi giurati e come di rito lo staff e i presidenti della biennale, dice, tutti i film sono uguali, ma altri sono più uguali di altri. La giuria presieduta da Mendes, ha assegnato altri premi.
Leone d’Argento, Gran premio della Giuria, Nocturnal Animals, di Tom Ford.
Leone D’Argento per la migliore regia, ex aequo, Amat Escalante, per la Regiòn Salvaje, e Andrei Konchalovsky, per Paradise.
Premio speciale della giuria a The Bad Batch, di Ana Lily Amirpour, un horror western.
Coppa Volpi miglior interpretazione maschile a Oscar Martinez, in El Ciudadano Ilustre, di Mariano Cohn e Gastòn Duprat. Coppa Volpi migliore attrice, a Emma Stone per La La Land di Damien Chazelle. Il premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente, a Paula Beer in Frantz, di François Ozon.
Premio per la sceneggiatura Noa Oppenheim per Jackie di Juan Larraìn.
Gli altri premi sono stati assegnati dai presidenti delle diverse sezioni.
Roberto Andò, presidente sezione Venezia classici con Emanuele Nanni, rappresentante degli studenti scuole di cinema, premia per il Miglior restauro un film misconosciuto della storia del cinema, Break up – l’uomo di cinque palloni di Marco Ferreri. I prezzi pagati per il talento riparati nel tempo, dice Andò. Film restaurato dalla Cineteca di Bologna e dal Museo del Film di Torino e grazie al crowdfunding di Soldella.
Il film ha avuto molti titoli diversi, alla fine sull’onda del successo di Blow Up, è stato chiamato Break up ma non è mai stato distribuito nelle sale, un film con Marcello Mastroianni mai uscito, a venti anni dalla scomparsa di Marcello Mastroianni.
Giuria opera prima, Luigi De Laurentiis, presieduta da Kim Rossi stuart, va a The Last of Us, di Ala e Eddin Slim. Film basato sul video game omonimo, racconta la storia di una coppia che deve farsi largo in un mondo violento con altrettanta crudeltà.
Premio Orizzonti, presieduto da Robert Guédiguian, premia sette film. Premio per il miglior film, Liberami, di Federica di Giacomo. Premio miglior regia Orizzonti, Home, di Fien Troch.
Il primo per il miglior cortometraggio, va a Marcelo Martinessi per La Voz Perdida, che racconta un massacro drammatico in una piccola comunità paraguayana realmente accaduto. La nuova generazione dei cineasti del suo Paese, dice, si farà sentire sempre di più.
Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura a Ku Quian (bitter money) di Wang Bing (sopra uno still dal film).
Premio migliore interpretazione maschile della sezione Orizzonti, Nuno Lopes, in Sao Jorge di Marco Maggi. Dedica il premio agli eroi dei bassifondi di Lisbona, contro il rigore economico europeo. Gli abitanti non sono numeri su un foglio Excel, dice, bisogna pensare al futuro dell’Europa. Premio Orizzonti per l’interpretazione femminile, a Ruth Diaz in Tarde para la ira, di Raul Arevalo. Premio speciale a Cocha Dunha di Rea Erdem.
Infine, Primo premio Orizzonti, per migliore documentario sul cinema premia Le concours di Claire Simon. (Irene Guida)