Finché si è trattato di voci sparse abbiamo taciuto, ma considerando che in questi giorni le denunce che affluiscono sono molteplici abbiamo considerato opportuno segnalare l’accaduto. Pare infatti che la notevolissima stretta impressa dal nuovo ufficio stampa della Biennale di Venezia per quanto riguarda gli ingressi professionali (per la tre giorni dell’8, 9 e 10 giugno dedicata all stampa), possa avere un esito non previsto.
L’obiettivo è quello di evitare la calca e consentire ad un gruppo selezionato di addetti ai lavori la visita in anteprima a mostre e padiglioni, il rovescio della medaglia è un’altissima richiesta inevasa di biglietti per i giorni di vernissage.
Il risultato? Da giorni ci provengono da Venezia e non solo segnalazioni di bagarinaggio sui ticket stampa. Con cifre comprese tra i 100 ed i 200 euro. Ma la Biennale non è un concerto degli U2 e i cartoncini d’invito nominativi rendono piuttosto facile -volendo- la verifica d’identità…
[exibart]
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E' proprio così, dall'edizione 1993 gli inviti non vengono più spediti agli addetti ai lavori, e parlo di persone dal curriculum consolidato. Come fosse un problema qualche presenza in più o in meno in spazi ampi come quelli della Biennale. Solito ed idiota snobismo italico...
il fenomeno del bagarinaggio è una inevitabile conseguenza del fatto che l'ufficio stampa biennale chiude sempre più i rubinetti degli accrediti-inviti per operatori, giornalisti, critici e soprattutto per gli ARTISTI.
Avanti di questo passo sarà lo stesso ente biennale a vendersi gli accrediti a 200euro (vedi cos'è accaduto per i cataloghi!?!).
Non sarà che questo sistema dell'arte contemporanea sta diventando "SEMPRE UN PO' PIU' LONTANO" dagli artisti e da tutti gli appassionati?